Pasqua di risurrezione
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Si avvicina la Pasqua in un panorama che a livello nazionale e mondiale appare sempre più segnato dalla sofferenza, dall’orrore, in altre parole, dalla croce. Pensiamo alle tragedie di casa nostra, a quelle che ci sembrano assurde manifestazioni di violenza tra le mura domestiche, soprattutto quando coinvolgono i bambini. L’attenzione internazionale è in questi giorni puntata sulla protesta in Tibet cui la Cina ha risposto con spietata crudeltà, ma non possiamo dimenticare Israele e l’Irak con la barbara uccisione di mons. Rahho. Sofferenza e martirio richiamano alla mente e al cuore la morte del Giusto, il Figlio di Dio, che ha assunto su di sé il peccato del mondo, il dolore di tutti gli uomini. Come sopportare il dolore del mondo senza guardare questo dolore? E come volgere lo sguardo a Cristo in un mondo che lo rifiuta in nome di una libertà impazzita? Sant’Ignazio di Antiochia scrive “Il cristianesimo non è persuasione, ma vera grandezza”. Allora come riconoscerla? Guardando ai fatti e ascoltando i testimoni del presente e del passato. Non si arriva alla fede senza il metodo razionale della testimonianza. “La conoscenza di Dio non è come la conoscenza di qualsiasi altra cosa. È una strada” (l’allora cardinal Ratzinger). Anche per noi oggi si tratta di percorrere un cammino e la risurrezione inizia con accettare di compiere questa strada. Tra i testimoni che sono stati prossimi a Gesù seguiamo Maria, che ha partecipato con il suo cuore di madre alla sofferenza del Figlio. “Guardate, o popoli, se c’è un dolore simile al mio!”, recita uno dei responsori della Passione musicati da Da Victoria. I testimoni del nostro tempo sono tanti. Pochi giorni fa sono stati celebrati i funerali di Chiara Lubich. Ma ognuno di noi può pensare al “suo” testimone, all’incontro che ha svelato il senso della storia propria e del mondo, che ha illuminato una personale ricerca della verità e del bene. Alla Vittima pasquale si alzi oggi il sacrificio di lode, dice la sequenza liturgica, Cristo innocente ha riconciliato i peccatori con il Padre, il Signore della vita, morto, vivo regna. È risorto Cristo, mia speranza!
Se Cristo è risorto, si può ancora parlare dell’uomo.