Sansonetti, Vincenzo - Francesco e Maria. L’amore di Papa Bergoglio per la Madonna

La Vergine «ci aiuta a crescere, ad affrontare la vita, a essere liberi». E «ci porta per mano all’abbraccio del Padre». Lo dice Papa Francesco. Maria è madre, ma pure sorella e amica, compagna di viaggio. Bella, splendente, vicina a noi, gioiosa e piena di speranza. Abbonda di virtù: umile, dolce, obbediente, accogliente, fedele, paziente e tenera, misericordiosa, premurosa. Ma anche coraggiosa e combattiva. La devozione mariana è centrale nella spiritualità del Papa gesuita. Un volume riccamente illustrato, Francesco e Maria. L’amore di Papa Bergoglio per la Madonna (Rizzoli, pp. 272, € 16), raccoglie le invocazioni e i riferimenti mariani contenuti in discorsi, omelie e preghiere. Per imparare a lasciarci «guidare da Lei».
Autore:
Sansonetti, Vincenzo
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Madre, prendici per mano

“Alla potente intercessione di Maria, nostra Madre, Madre della Chiesa, affido il mio ministero”. È la mattina del 15 marzo 2013. Papa da due giorni, Francesco si mette subito e apertamente sotto la protezione della Madonna. Le parole sono rivolte ai cardinali riuniti nella Sala Clementina. Aggiunge: “Sotto il suo sguardo materno, ciascuno di noi possa camminare lieto e docile alla voce del suo Figlio divino, rafforzando l’unità, perseverando concordemente nella preghiera e testimoniando la genuina fede nella presenza continua del Signore”. Il giorno prima, 14 marzo, aveva compiuto il primo atto pubblico da Pontefice rendendo omaggio alla Vergine Salus Populi Romani, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, portandole un mazzolino di fiori. Una visita abituale per lui. Da arcivescovo, spesso andava lì a pregare.
Una forte devozione per la Madre di Dio ha sempre segnato la vita e l’azione pastorale di Bergoglio. L’ha confermato padre Josè Daniel Blanchoud, rettore del santuario di Nuestra Señora de Lujan, protettrice dell’Argentina. “Ha compiuto quel gesto per chiedere a Maria che l’accompagni e lo protegga in questo nuovo ministero che la Chiesa gli chiede”. Padre Blanchoud ha poi fornito un dato: “In questi giorni [si era agli inizi del pontificato, ndr] abbiamo avuto un’affluenza di pellegrini maggiore di quella consueta. L’elezione ha messo in movimento la gente: l’ha fatta avvicinare alla Vergine. Il popolo conosce la devozione del Papa per la Madonna. Vengono a confessarsi”. La Madonna degli argentini è un’immagine che ricorda la Vergine di Loreto (anche se il legno è di colore bianco) e richiama quella di Pompei, perché si festeggia l’8 maggio, giorno della celebre Supplica nella cittadina campana. Bergoglio era sempre presente quel giorno al Santuario di Lujan, a 70 chilometri da Buenos Aires, dove ogni anno si ritrova un milione di giovani, al termine di un faticoso pellegrinaggio. Il futuro Papa visitava spesso anche la piccola, candida chiesa di Nostra Signora di Caacupé, la Madonna delle Villas Miserias, nelle baraccopoli. In un’omelia del 7 novembre 2011 il futuro Pontefice aveva detto: “Per potersi inserire umanamente nella nostra storia, Dio aveva bisogno di una madre, e ce la chiese. Quella è la Madre cui guardiamo oggi, la figlia del nostro popolo, la serva, la pura, la discreta che fa spazio affinché il Figlio realizzi il segno: Colei che facilita in ogni momento questa realtà ma non da padrona né da protagonista. Bensì da serva. La stella che sa spegnersi affinché il Sole si manifesti”.
L’intimo legame di Papa Francesco con la Madonna è documentato nel suo stemma, prima vescovile e poi pontificio dove, in basso a sinistra, si trova proprio una stella: secondo la tradizione araldica la stella simboleggia appunto la Vergine Maria, madre di Cristo e della Chiesa. La definirà “stella della nuova evangelizzazione”. Il legame ha radici lontane, il suo battesimo, ed è stato poi alimentato dalla particolare devozione a “Maria che scioglie i nodi”. Il giorno di Natale del 1936 viene infatti battezzato nella basilica dedicata a Maria Ausiliatrice del Barrio Flores di Buenos Aires: la chiesa, imponente, in stile neo-romanico lombardo, è cara ai suoi genitori, che la frequentavano sin da ragazzi; e lo stesso Jorge Mario nella sua infanzia vi passerà intere giornate. Diventato vescovo e cardinale, non dimentica la “sua” basilica e ogni anno, il 24 maggio - festa di Maria Ausiliatrice - vi presiede i sacri riti. Ma spesso giunge inatteso, in altri giorni. C’è chi ricorda che arrivava con l’autobus, vestito da semplice prete. Saliva sulla cupola della chiesa, sedendosi accanto alla statua della Madonna, e si raccoglieva in silenziosa preghiera; poi, sempre in autobus, tornava in Arcivescovado.
Quanto alla devozione di Bergoglio per “Maria che scioglie i nodi” risale all’epoca in cui, a metà anni Ottanta, viveva in Germania, in Baviera, per completare la tesi di dottorato. Tutto nasce dalla “scoperta” di un quadro pieno di gioia e colore che lo commuove e che si trova nella chiesa (tenuta dai Gesuiti) di St. Peter am Perlach, ad Augusta. Il dipinto, a olio su stoffa e risalente al XVIII secolo, è attribuito all’artista locale Johann Georg Schmidtner. Realizzato su richiesta di un nobile prelato per ricordare l’aiuto prezioso che i suoi nonni, quasi un secolo prima, avevano ricevuto dalla Vergine in un momento di gravi difficoltà coniugali. L’opera, in stile veneziano con influenza barocca, senza titolo, è quasi ignorata dalla gran parte dei fedeli e dei visitatori; Bergoglio invece ne resta profondamente colpito, e anche confortato. Nel quadro la Madonna non regge in braccio il Bambin Gesù ma è in piedi, sopra una falce di luna, e schiaccia sotto il piede un serpente che rappresenta il Maligno; nel frattempo è intenta a sciogliere con attenta sollecitudine i nodi intrecciati di un nastro sorretto da due angeli. L’angelo di destra le porge il nastro pieno di nodi; dall’altro lato il nastro scivola ormai liscio dalle mani di Maria nelle mani di un altro angelo che lo mostra al fedele, per indicargli che la sua preghiera è stata esaudita. Bergoglio si inginocchia davanti a questa immagine carica di mistero e sente che anche dentro di lui alcuni “nodi” cominciano a sciogliersi. Tornato in Argentina, si farà instancabile promotore della conoscenza tra i fedeli di “Maria che scioglie i nodi”, inaugurando cappelle in suo onore e utilizzandone l’immagine persino come personale “biglietto da visita”. La devozione, diffusissima in America Latina, sta diventando molto popolare anche in Italia. Nella preghiera mariana in Piazza San Pietro del 12 ottobre 2013, una vera e propria catechesi sul ruolo della Vergine nella nostra vita, Papa Francesco si riferisce chiaramente a questa devozione. Afferma: “Maria, che con il suo ‘sì’ ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre”. È lei che “ci porta per mano”, come Madre, “all’abbraccio del Padre della misericordia”.
Nelle pagine di questo volume riccamente illustrato, che segue la pubblicazione di Francesco uno di noi (un’ampia antologia di citazioni dal suo Magistero), abbiamo riunito le invocazioni e i riferimenti mariani contenuti nei discorsi, nelle omelie e nelle preghiere di Papa Francesco. Maria “ci aiuta a crescere, ad affrontare la vita, ad essere liberi” (in Santa Maria Maggiore, 4 maggio 2013). Non è solo madre: è sorella e amica, compagna di viaggio. Ed è bella, splendente, vicina a noi, gioiosa e piena di speranza. Non si contano le sue virtù: umile, docile, obbediente, accogliente, fedele, paziente e tenera, misericordiosa, capace di ascolto, dolce, premurosa, attenta. Ma anche coraggiosa e combattiva. “Lasciamoci guidare da lei”, ci esorta Papa Francesco (Angelus del 1° dicembre 2013). Le citazioni sono in ordine cronologico e con titoli redazionali.

15 agosto 2014
(festa liturgica dell’Assunzione della Beata Vergine)

Dalla «Introduzione»