Pellicciari, Angela - Risorgimento da riscrivere

Ares

Milano

Pagine: 336

Prezzo: € 19,70
Fonte:
CulturaCattolica.it ©
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"Il libro di Angela Pellicciari tratta uno dei punti fondamentali della genesi dello Stato nazionale italiano e dell'evoluzione della nostra stessa identità nazionale" (dalla Prefazione di Rocco Buttiglione).
"Limpido e convincente si presenta l'assunto della Pellicciari. La Chiesa cattolica, i suoi riti, la sua cultura erano e restavano l'unica base d'identità forte e qualificante della nazione italiana. Fra il 1948 e il 1929 si verificò quindi nel nostro Paese qualcosa di ben più grave che non una sequenza di espropri di beni e di atti limitatori della libertà religiosa (ma anche civica) del clero e dei fedeli. Quel che in realtà accadde fu un tentativo […] di tagliare le forti e profonde radici culturali della nazione italiana, solidamente ancorate alla Chiesa e alla tradizione cattolica" (dalla Postfazione di Franco Cardini).
I commenti sopra riportati potrebbero risultare sufficienti a presentare un testo che, tra l'altro, è già arrivato alla sua quarta edizione. Tuttavia, vale la pena precisare che la Pellicciari sostiene la sua tesi, per la quale il Risorgimento va considerato "frutto di una guerra civile" tra lberali e massoni da una parte e cattolici dall'altra, grazie ad un'accurata analisi degli atti del Parlamento sabaudo. Il suo lavoro risulta pertanto particolarmente documentato. Il testo prende in considerazione soprattutto i dibattiti parlamentari degli anni precedenti all'unificazione italiana, in quanto "dalla lettura dei dibattiti parlamentari risulta con grande chiarezza che la lotta combattuta dai liberali contro gli ordini religiosi, costituisce il filo conduttore con cui spiegare le dinamiche della battaglia politica risorgimentale" (dall'introduzione dell'Autrice).
Inoltre, gli stessi dibattiti aiutano a mettere in risalto la concezione dello stato che prevalse. Concezione tutt'altro che liberale, a dispetto del nome con cui vengono normalmente chiamati i suoi sostenitori: "Gli interventi dei parlamentari tratteggiano un tipo di Stato che, definito liberale, è in realtà in grado di esercitare un controllo totale sulla popolazione, le cui aspirazioni e le cui associazioni vengono sottoposte a un rigido controllo in base a criteri di utilità stabiliti dal Governo e dai ministri: le istituzioni ritenute inutili possono essere legittimamente soppresse" (dal testo dell'Autrice).