Farina, Renato – Madre Teresa

Ed. Piemme, Prefazione di Mons. Rino Fisichella
Autore:
Giacometti, Sr. M. Annunziata
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Scaffali"

Vi proponiamo la nuova edizione aggiornata ed ampliata del precedente “Madre Teresa. La notte della fede” di Renato Farina, edita nel 2009. Premetto di non aver letto il precedente, quindi non porrò rilievo sulle novità che questa riedizione propone, ritenendo che l’evento subentrato gioiosamente nel frattempo, la canonizzazione di Madre Teresa, sia di per sé sufficiente a giustificarla.
Perché leggerlo? Su Madre Teresa si è scritto tanto, sia in vita che dopo la nascita al Cielo, ma il focus dell’autore è particolare, avendola non solo incontrata personalmente, ma essendo stata guida spirituale ed umana per lui e per la sua famiglia. Non tace nulla nel racconto, neanche il fatto che la Santa non lesinava né a lui, né ad altri, il dolore di un diniego inaspettato di un’adozione o di un rimprovero necessario, e ce la rivela nella sua verità, di donna e suora fedele al suo Sposo in una carità che non lascia mai spazio a sdolcinature sentimentali. Trapela il grande affetto e la stima profonda che l’autore ha per lei, ma anche il grande rispetto nei confronti di una consacrata ad un Cristo che solo nelle sofferenze e nel dolore lei riusciva a toccare. Il buio della sua anima … Le tenebre che l’hanno avvolta per quasi cinquanta anni, e che hanno dato spazio ai delatori per additarla come una “senza fede”. Poveretti loro, che ignorano come la fede è vera solo quando si è assolutamente soli e nel silenzio, in un buio che lascia spazio alla luce solo nel ricordo, sempre più tenue … sempre più lontano, sempre più tentato. E’ facile credere, nelle estasi e nelle manifestazioni tangibili dell’amore di Dio! Ma Cristo ha creduto e si è fidato del Padre quando era sulla Croce, nudo, massacrato ed insultato, non la domenica delle Palme quando tutti lo osannavano. E la sposa non può essere da meno … nemmeno Madre Teresa.
Ecco, l’autore ci da conto di questa fede, della sua Santità, che se non è risplendente nell’innumerevole quantità delle case del suo istituto e delle vocazioni che continuamente bussano alle loro porte (che è sicuramente Opera di Dio), lo è certamente nel martirio della sua anima sofferente, offerta ed amante di un Amato che tace, si vela e le chiede di amarlo con la carità agli ultimi degli ultimi, i non voluti. Fa un parallelo con Santa Teresa di Lisieux, da cui lei ha tratto il nome da consacrata, e don Giussani, altro grande testimone del XX secolo. Ci racconta episodi noti ed inediti della vita di questa piccolissima grande Santa, della sua lotta contro l’aborto, del suo rapporto con i grandi ed i potenti, che a lei cedevano anche se non credenti, e del suo chinarsi continuamente sulle sofferenze e miserie umane. Del suo incontro con San Giovanni Paolo II, “la fede da la mano alla carità”. Che emozione guardare le fotografie di due santi insieme, ancora in carne e ossa …
Alla fine della lettura, veloce e piacevole, semplice proprio come era Madre Teresa, ci rendiamo conto che l’autore ci ha fatto fare un percorso nella sua vita che, pur affondando nelle sue tenebre, ci porta a scoprire “una notte più luminosa del giorno”. Mi piace concludere con le parole con cui Madre Teresa gli rispose durante un’intervista: la carità è “Amore in azione”, perché giustificano tutto il suo amore e tutta la sua incrollabile fede in quelle di Giacomo, al Cap. 2, 14-18, “con le mie opere ti mostrerò la mia fede”.