Brodskij, Jurij - Solovki. Le isole del martirio

R.C. Edizioni La Casa di Matriona

Seriate, 1998

Pagine: 294

Prezzo: € 14,96

Fonte:
CulturaCattolica.it ©
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Questo testo, che ricostruisce la storia delle repressioni alle Solovki dal 1920 al 1939, si inserisce nel più vasto progetto di ricostruzione della memoria storica e di riproposizione della testimonianza dei "martiri del XX secolo", iniziata dalla nostra casa editrice con la pubblicazione del volume di Irina Osipova, Se il mondo vi odia.
Il testo, un inedito che esce in prima edizione mondiale, si configura come un appassionante racconto svolto in prima persona dalle testimonianze degli ex detenuti, cui si aggiungono testi dei documenti ufficiali e, quasi in contrappunto, le voci del regime e della stampa ufficiale dell'epoca che inneggiavano al valore "educativo" del lager, presentandolo al paese e al mondo.
Le testimonianze (tra cui compaiono anche poesie e canzoni scritte in reclusione, lettere e appunti presi in lager e fortunosamente recapitati nel mondo libero) sono in parte materiali raccolti dallo stesso Brodskij dalla viva voce dei testimoni, in parte rinvenuti in archivi privati e statali, in parte presi da pubblicazioni uscite sia in Russia sia in Occidente.
I singoli capitoli delineano via via, secondo uno svolgimento cronologico, la struttura del lager, l'attività degli uomini della sorveglianza, le condizioni di vita dei detenuti, lo sfruttamento del lavoro coatto, la situazione dei vari gruppi di detenuti, in particolare delle donne, dei ministri del culto e degli stranieri. Viene dato rilievo alle personalità e vicende più significative, e alle ripercussioni nel lager delle tragiche vicende che interessarono l'intero paese: la collettivizzazione, i processi contro i nemici del popolo, l'assassinio di Kitov, il terrore di massa.
Un elemento che distingue questo volume da tutti gli altri dedicati al tema dei lager è il ricchissimo apparato fotografico, comprendente oltre 100 illustrazioni a colori e 300 in bianco e nero. Nelle mani di Brodskij la macchina fotografica assume un valore di strumento di indagine, ma assolve anche e soprattutto una funzione artistica. Le immagini corrono dunque come un registro che svolge, in parallelo al testo letterario e intersecandosi con esso, un discorso lirico-poetico giocato sulla suggestività degli splendidi paesaggi naturali e artistici rivisti con gli occhi degli ex detenuti, che li commentano in ampie didascalie.
Le immagini della natura delle Solovki creano l'atmosfera che caratterizza ogni singolo capitolo, e talvolta nell'intento dell'autore vorrebbero fungere da "isole di distensione" tra i momenti di maggior densità emotiva.
L'apparato fotografico comprende materiali storici, documenti ufficiali e piante, scritte e disegni eseguiti dai detenuti; fotogrammi del film "Solovki" girato nel 1928 su commissione della GPU; fotografie segnaletiche richieste dalle autorità del lager e materiali dagli archivi personali di ex detenuti o carcerieri; fotografie dei "testimoni", cioè di quanti hanno lasciato memorie della loro odissea nel GULag.
Le fotografie in gran parte sono state fatte appositamente per questa pubblicazione e rappresentano un documento esclusivo raccolto nell'arco di un lavoro ventennale. Alcune fotografie di edifici e reperti talvolta restano l'unica testimonianza esistente di pagine della storia del lager, le cui tracce sono state fatte successivamente sparire nel corso del restauro del complesso monastico. [...]
I documenti che appaiono nel volume provengono da archivi privati degli ex detenuti, dall'Archivio del Ministero degli Interni della Repubblica della Carelia, dall'Archivio di Stato della provincia di Archangel'sk, dal Fondo manoscritti della Biblioteca statale di San Pietroburgo, dall'Archivio centrale del Ministero degli Interni della Repubblica russa, dall'Archivio di "Memorial", dal Museo statale Gor'kij a Niznij Novgorod, dalla collezione del Museo statale alle Solovki, dall'Archivio del Ministero degli Interni della Polonia, dall'Archivio centrale di Stato della Repubblica russa e da altri fondi, che hanno consentito all'autore di utilizzare i propri materiali sulla storia dei lager delle Solovki.