Gratuità e accoglienza, questo è il cuore del nostro popolo (sammarinese)

“I sovietici volevano invertire la direzione dei fiumi siberiani, perché credevano di poter imporre la loro volontà alla natura. I democratici liberal oggi giocano con la vita e la morte”
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Viviamo in un tempo drammatico, nel quale diventa sempre più necessario chiedere e dare ragioni. Anche perché sembra facile mettere il silenziatore alle voci discordanti col potere di turno, quel potere che vorrebbe dominare con il politically correct e con infiniti monologhi, preferendo affidarsi alle vuote regole piuttosto che accettare la sfida del confronto.

In attesa del prosieguo degli incontri sul tema della vita e sulla questione posta dal prossimo Referendum che in televisione hanno mostrato la capacità del Comitato «Uno di noi» di dare ragioni pacate e forti sull’argomento, evitando il solito refrain dei diritti della donna e della depenalizzazione del reato di aborto, mettendo al centro il valore della vita, di ogni vita, e le esperienze di accoglienza che anche tra noi sono nate (nel solco della tradizionale capacità di accoglienza del popolo sammarinese), vorrei condividere con voi queste riflessioni, offerte dalla penna acuta del giornalista Giulio Meotti:


“I sovietici volevano invertire la direzione dei fiumi siberiani, perché credevano di poter imporre la loro volontà alla natura. I democratici liberal oggi giocano con la vita e la morte”.
Parla così il celebre filosofo polacco Ryszard Legutko, responsabile culturale di Solidarnosc e direttore del samizdat Arka al tempo del comunismo.
“La democrazia come l’abbiamo conosciuta dall’antica Atene fino ad oggi è sempre stata lacerata da due tendenze opposte e altrettanto pericolose. La prima tendenza era l’anarchia, che si vede nella politica dei diritti e dell’identità in tutto il mondo occidentale. Tutti fanno rivendicazioni, che presto si trasformano in diritti. Allo stesso modo, emergono nuove ‘identità’. Il genere e la razza - queste due nozioni - sono state particolarmente favorevoli a promulgare identità e diritti. La specificità della nostra anarchia, tuttavia, è che genera dispotismo ideologico. Tutte le istituzioni, non solo politiche, ma anche culturali, educative, legali, fanno del loro meglio per soddisfare quei diritti e per rispettare quelle identità e, di conseguenza, hanno intrecciato le nostre società con innumerevoli regolamenti, divieti, misure repressive che rendono praticamente impossibile dire qualcosa che dissenta dall’opinione dominante. Questo è uno dei motivi per cui oggi abbiamo la tirannia del politicamente corretto”. Ma c’è l’altra conseguenza della democrazia, cioè il conformismo. “Pierre Manent, illustre filosofo francese, ha parlato del ‘fanatismo del centro’. Sono d’accordo, tranne che il ‘centro’ oggi è la sinistra”.

Dispotismo e conformismo, monologhi impauriti del confronto: noi preferiamo incontrare e testimoniare la bellezza della vita, gli esempi di accoglienza, la gioia di chi può addirittura parlare della Trisomia 21 che ha colpito i propri figli come «sindrome della felicità».
Il cuore del nostro popolo sammarinese è descritto da questo amore alla vita, amore che ha creato gesti di condivisione gratuita, occasioni di accoglienza della vita e sostegno alle varie iniziative.
Amore che può e deve diventare giudizio e cultura della vita, capacità di educazione, sostegno di tutti, mamme in primis con il frutto del loro amore.
E per questo non abbiamo paura di incontrare chiunque lo desideri, accettando ogni confronto, ogni trasmissione, ogni occasione di dialogo che ci sia offerta.