Napoleone: fu vera gloria

5 maggio 1821. Duecento anni fa moriva, in esilio a Sant’Elena, Napoleone Bonaparte. L’anniversario, che poteva (e doveva) essere occasione e stimolo per approfondire la conoscenza di uno dei grandi personaggi della storia europea, sta degenerando, proprio in Francia, in una serie infinita di assurde polemiche. Bonaparte viene così condannato (e dannato) dalla sinistra, alla luce dei dogmi del politicamente corretto: antirazzismo, anticolonialismo ecc.
Autore:
Luca Costa
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Napoleone ha sempre diviso. Lo storico Jean Tulard pubblicava nel 1964 una raccolta di oltre cinquecento pamphlets di propaganda, pro o contro (ma soprattutto contro) Bonaparte, apparsi in soli sette anni tra il 1814 e il 1821. Ma già da prima con Chateaubriand, o ancora dopo con Pierre Larousse, Jacques Bainville e Charles Maurras, la Francia non ha mai smesso di dividersi sulla figura di Napoleone. Fu vera gloria? Ei fu?

Oggi, purtroppo, l’importante anniversario è caratterizzato soprattutto da un vero e proprio processo inquisitorio, tanto mediatico quanto social, della sinistra a Bonaparte. I capi di accusa non sono però quelli classici.
Non sono più i legittimisti borbonici che lo accusano di aver ritardato la Restaurazione. Non sono più i liberali che lo accusano di aver deviato il corso della Rivoluzione per instaurare un potere personale senza limiti. Non sono più i cattolici che lo accusano delle devastazioni anticristiane in Italia e in Spagna. Non sono più gli umanisti che ricordano il risveglio del nazionalismo tedesco oppure l’immensa emorragia demografica causata dalle sue imprese (mezzo milione di morti per la sola Campagna di Russia). Robba passata!

No! Napoleone deve oggi presentarsi di fronte al tribunale dei woke, della sinistra progressista e del suo nuovo ordine morale: Bonaparte rispettava le donne? Era un suprematista bianco? Come la mettiamo con la schiavitù in Martinica e in Guadalupe? Era razzista?
Ed ecco che alla radio e sui social spuntano “riflessioni” e dibattiti del tipo: Napoleone era vegano? Faceva la differenziata?
La sinistra liberal non offre alternativa: volete commemorare l’Empereur ? Prima dovete pentirvi delle sue derive politicamente scorrette!

La pubblica accusa non accetta nessun tipo di attenuante, nemmeno quella del genio che per un istante (emergendo dal caos di una Francia ancora frastornata dall’uragano rivoluzionario), cercò, con uno slancio di energia senza eguali, di cingere l’Europa intera in un’ultima ipotesi di romanità imperiale. L’ultima obiezione europea al grigio e interminabile nuovo ordine imperialista anglo(prima)-americano(poi) sul continente.

No, la sinistra non accetta questa prospettiva. L’obiettivo è quello ormai dichiarato dalla cancel culture (leggere a riguardo la nuova agenda Nato: Europa2030) che mira, attraverso le nuove squadracce dei campus universitari a sradicare ovunque le statue di Napoleone per sostituirle con quelle di Greta Thunberg o di qualche militante lesbo-colored-afro-musulmana.

No, l’attuale processo a Bonaparte non mira a comprendere, a conoscere, a approfondire la storia. L’obiettivo è, anche qui, lo stesso della sinistra d’assalto di oggi: imporci nuovi canoni morali decretando senza appello ciò che è degno o meno della nostra ammirazione.
Quel che i progressisti rinfacciano a Napoleone non sono i suoi errori politici o militari bensì il fatto che sì: Ei fu! Anzi: Egli è! uno dei simboli più luminosi di quel Mondo di ieri che la sinistra vuole abbattere, che la sinistra esige siano motivo di vergogna identitaria dell’uomo europeo. Napoleone è condannato per la sua grandezza, per la grandezza del suo sogno e della sua epopea.

Ei fu? Schiavista, razzista, misogino, invasore, suprematista… Napoleone rappresenta tutto ciò che la sinistra di oggi detesta. Le polemiche di queste settimane, in fondo, la dicono più lunga sulla mediocrità e sulle ossessioni della nostra epoca che sul personaggio storico di Bonaparte.

Di fronte a tanta mediocrità resiste, per fortuna, una Francia, di destra, reazionaria e conservatrice, che si gode il bicentenario e sceglie di combattere il delirio sinistroide nel migliore dei modi: continuare a studiare e a riflettere sulla vita di Napoleone: una delle più grandi avventure che l’Europa abbia mai conosciuto.
Il bicentenario è così celebrato in Francia da una splendida retrospettiva alla Grande Halle de La Villette e da una superba mostra sugli ultimi istanti della sua vita al Museo de l’Armée. Numerosissime le pubblicazioni, le conferenze, i dibattiti, le esposizioni. Il fervore intorno a Bonaparte non si affievolisce mai.
Ei fu…

Luca Costa