Lasciamoci stupire da Gesù

Nelle parole di Papa Francesco una via per ricominciare
Curatore:
Leonardi, Enrico
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In occasione di questa Pasqua abbiamo deciso di riflettere sulle figure che coraggiosamente, nonostante le difficoltà (anche noi oggi viviamo in un momento pieno di difficoltà), non hanno abbandonato Gesù. Le donne, sua mamma e anche Giuseppe d'Arimatèa “che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù” (Gv 19, 38-42).
Papa Francesco ricorda nella Domenica delle Palme dell’aprile 2014: “Da che parte stiamo? Con i farisei, con Giuda, con le donne al sepolcro? […] Sono io come quelle donne coraggiose e come la mamma di Gesù che erano lì, soffrivano in silenzio? Sono io come Giuseppe, il discepolo nascosto, che porta il corpo di Gesù con amore per dargli sepoltura? Sono io come queste due Marie che rimangono alla porta del sepolcro piangendo, pregando?“
Le difficoltà non devono spingerci ad arrenderci e ad abbandonare un giusto modo di vivere, come ci richiama San Paolo nell’epistola agli Efesini (Ef 5,15-20): “Fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi, facendo buon uso del tempo, perché i giorni sono cattivi”. Dobbiamo leggere anche in questi giorni cattivi la volontà del Signore e prendere le difficoltà come un’occasione, e Papa Francesco ricorda ancora come via privilegiata quella dello stupore, proprio nell’omelia della scorsa Domenica delle Palme: “La vita cristiana, senza stupore, diventa grigiore. Come si può testimoniare la gioia di aver incontrato Gesù, se non ci lasciamo stupire ogni giorno dal suo amore sorprendente, che ci perdona e ci fa ricominciare? Se la fede perde lo stupore diventa sorda: non sente più la meraviglia della Grazia, non sente più il gusto del Pane di vita e della Parola, non percepisce più la bellezza dei fratelli e il dono del creato. […] Ripartiamo dallo stupore; guardiamo il Crocifisso e diciamogli: “Signore, quanto mi ami! Quanto sono prezioso per Te!”. Lasciamoci stupire da Gesù per tornare a vivere, perché la grandezza della vita non sta nell’avere e nell’affermarsi, ma nello scoprirsi amati”.
Anche un’altra figura viene richiamata dal Papa, a ricordarci che la salvezza è per tutti quelli che si lasciano stupire da Gesù: quella di un centurione romano che è sotto la croce, che «avendolo visto spirare in quel modo, disse: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”» (Mc 15,39). Si è lasciato stupire dall’amore. In che modo aveva visto morire Gesù? Lo ha visto morire amando, e questo lo stupì. Soffriva, era stremato, ma continuava ad amare. Ecco lo stupore davanti a Dio, il quale sa riempire d’amore anche il morire. In questo amore gratuito e inaudito, il centurione, un pagano, trova Dio. Davvero era Figlio di Dio! La sua frase suggella la Passione. […] Lasciamo che questo stupore ci pervada, guardiamo il Crocifisso e diciamo anche noi: “Tu sei davvero il Figlio di Dio. Tu sei il mio Dio”». Anche noi in questo periodo difficile siamo chiamati a ricominciare, e la via migliore è guardare a Dio, stupirci del suo amore e seguirlo con la preghiera e con gesti di amore, come hanno fatto le donne, Maria sua Madre e Giuseppe d’Arimatea, che sono rimasti con lui fino all’ultimo e si sono esposti nel momento più difficile della sua morte, ma in attesa della Resurrezione.

Luca e Paolo Tanduo