Free as a bird (…sed libera nos…)

E quindi, con tutta questa libertà, giovane, non ti lamentare, non fare la vittima: godi del fatto che qualcuno ti abbia liberato dalla soffocante morale cattolica, che da bambino stava per ghermirti.
Autore:
Netesede, Jacob
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Un giovane cattolico che, fin dall’infanzia, percepisca intorno a sé pregiudizi e atteggiamenti negativi – espressi in forma implicita o esplicita – nei confronti della fede in Gesù Cristo morto e risorto, può essere indotto a interiorizzare (e cioè ‘credere fermamente a’) parte di tale complesso di pregiudizi sociali, finendo non solo per costruirsi un’immagine di sé negativa proprio in quanto cattolico, ma sviluppando anche atteggiamenti di rifiuto verso gli altri cattolici e il cattolicesimo?
Può capitare.

Esci dal catechismo – dove sei costretto dalla mamma ad andare – e i rapper, i trapper, i cantanti, i tuoi eroi del grande fratello vip, molti amici a scuola, oltre che la maggioranza dei professori, i giornali e le riviste, le modelle su instagram e le influencer su facebook, i calciatori e i divi di hollywood, oltre che i telefilm e le serie tv, i fumetti e le mostre al museo di arte contemporanea, gli sceneggiatori di videogiochi e il pusher di fiducia dei più grandi della compagnia... insomma, esci dal catechismo e il mondo in cui passeggi, in modo implicito o esplicito, si fa beffe di alcune cosucce, tipo castità, verginità, sacramento eucaristico, offerta sacrificale, digiuni e fioretti, nonché del porgilaltraguancia, del amailtuonemico del vendituttoeseguimi.
E poi, magari, finisce che non sei più tanto sicuro di quel che avevi sentito a catechismo.

E quindi?
Ti lamenti forse?! Ma no!
E fai la vittima perché ti hanno costretto a interiorizzare sentimenti negativi?! Eh no!

Un bravo selfmadeboy, non si lamenta ma è contento, perché è finalmente libero!
Libero di sputare sugli insegnamenti di quella triste catechista e di quel prete.
Libero di godere (senza ingravidare!), libero di mangiare (magari vegan), libero di fumare (senza conseguenze!), libero di comprare (nuovi videogiochi, nuovi videotelefonini, nuove videocamere, nuovi videoclip musicali o hardcore), libero di giocare (magari al videopoker o online), libero di abusare di tutte quelle cose che rendono dipendenti mamma e papà (lavoro, porno, soldi, alcoolici, droghe, followers, retwitt, mipiace, smartphone…) ma che certamente non renderanno dipendente te, giovane-giovane, che sei libero, ma libero-libero!
Per questa libertà, caro giovane, segui l’esempio del maestro fornaciari (in cattedra “zucchero”) e ringrazia chi ti ha salvato dall’azione cattolica; segui l’esempio dei maestri lucia (in cattedra “fedez”) e aleotti (“j-ax”) e coerentemente urla che “l’esclusiva all’incoerenza è solo della Santa Sede”, segui l’esempio del maestro giambelli (in cattedra “emis killa”) e ribadisci come “tutti i nostri taboo siano dovuti alla chiesa, abbiamo il Vaticano in Italia”.

Tu sei finalmente libero!

Caro giovane che sei libero di manifestare, puoi farlo con uno striscione come quello a commento di questo breve testo, esposto nella centralissima Loggia del Lionello a Udine: «Clito ride dove Chiesa brucia».
Questa sì che è libertà!
E brucino gli oscuri nemici di questo bene prezioso.
I tuoi maestri devono poter parlare liberamente!
Del resto è un mondo libero, che può, ad esempio, liberamente trascurare il fatto che “close to 800 000 people die due to suicide every year, which is one person every 40 seconds”.
È un mondo libero che esercita liberamente per 40 milioni di volte all’anno il libero diritto di abortire.
È un mondo libero che lascia la libertà a 11 milioni di persone ogni anno di morire – liberamente! – di fame.
È un mondo libero dove oltre 70,8 milioni di persone sono state costrette – liberamente – a lasciare la propria casa a causa di conflitti e persecuzioni.
Stai solo attento a – liberamente – indossare la mascherina mentre sei solo alla guida della tua auto... per il resto, L I B E R O.

E quindi, con tutta questa libertà, giovane, non ti lamentare, non fare la vittima: godi del fatto che qualcuno ti abbia liberato dalla soffocante morale cattolica, che da bambino stava per ghermirti.
Quella che ti faceva pensare che la vita è sacra dal concepimento... no! Aborto libero!
Quella che ti spingeva alla castità... no sesso libero! Da solo o a gruppi misti variabili.
Quella che ti indottrinava al sistema binario maschio femmina... no! Gender fluid per 53 libere e magnifiche versioni.
Quella che ti incastrava nella fedeltà... no! Revenge porn e ognilasciataèpersa!
Quella che ti stringeva nella temperanza... no! Alcool, afterhour, riccanza e spaccatutto!
Insomma, giovane che rischiavi di non goderti la vita e rimanere cattolico, ringrazia i pregiudizi e gli atteggiamenti negativi che ti hanno fatto odiare o ti hanno reso indifferente Gesù Cristo!
Ti hanno liberato!

Un’ultima domanda.
Un gay o una lesbica che fin dall’infanzia percepisca intorno a sé pregiudizi e atteggiamenti negativi – espressi in forma implicita o esplicita – nei confronti dell’omosessualità può essere indotto a interiorizzare (e cioè ‘credere fermamente a’) parte di tale complesso di pregiudizi sociali, finendo non solo per costruirsi un’immagine di sé negativa proprio in quanto omosessuale, ma sviluppando anche atteggiamenti di rifiuto e omofobi verso gli altri omosessuali?
Dicono di sì.
E che è una cosa brutta brutta.
Che quella invece non ti libera, occorre combatterla – anche per legge – e si chiama, secondo la Treccani, da cui traggo la domanda, omofobia.
Ma dai è chiarissimo!
Se qualcuno ti induce idee negative su Cristo, ti libera.
Se qualcuno ti induce idee negative sull’omosessualità, ti violenta.
W la libertà?

Inutile postfazione a mo’ di dialogo tra L.D. (legittimo domandante) e R.R. (reazionario rispondente).

L.D.: Ma quindi, brutto omofobo, stai insinuando che forse il DDL Zan non serva?
R.R.: Non serve ed è dannoso.
L.D.: E perché mai, brutto odiatore seriale che non sei altro?
R.R.: Perché la libertà è sempre connessa alla verità. E la verità è connessa alla natura delle persone e delle cose.
L.D.: Senti, razza di arrogante, divisivo retrogrado, che sciocchezze vai blaterando?
R.R.: Per natura credo si nasca con cromosoma XX o XY. Ti senti libero quando sei soddisfatto; e ti liberano quelle cose che ti fanno bene, non quelle che ti rovinano. Non gusti la libertà nel poterti liberamente tirare una martellata sugli stinchi...
L.D.: Quelli come te, senza misericordia e con un pensiero triste ed ottuso, impediscono al mondo di progredire e correre verso la modernità! Tu sei il nemico della libertà altrui!
R.R.: Chiedo per un amico: che cos’è la libertà? (Semi cit.).
…ma di solito, a certe domande non si risponde. Vero caro Pilato, che resti seduto mentre ti disfano il mondo?