Tabitha Nazir Gill, cristiana, è stata accusata di “blasfemia” dai colleghi...

Ringrazio Giulio Meotti per la costanza nel fornirci notizie sulla persecuzione che, in molti paesi mussulmani, subiscono i nostri fratelli cristiani. Come mai il nostro cuore è così insensibile? Come mai queste notizie non muovono le persone a chiedere giustizia e rispetto? Come mai abbiamo mobilitazioni ad intermittenza?
Autore:
Giulio Meotti
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Tabitha Nazir Gill, una infermiera cristiana di Karachi, è stata accusata di “blasfemia” dai colleghi, insultata, legata, picchiata e rinchiusa in una stanza. “E’ stata percossa e torturata dal personale e dai visitatori dell’ospedale fino a quando non sono arrivati i funzionari di polizia che l’hanno tratta in custodia”. Lo scrive l’agenzia Fides. Tabitha aveva parlato di Gesù ai pazienti. Le hanno urlato: “Chiudi la porta. Non lasciarla scappare. Picchiala. Perché hai parlato della nostra religione? Strofina il naso per terra. Pentiti con Allah”.

La polizia l’ha accusata di “aver usato commenti dispregiativi pronunciati o scritti, direttamente o indirettamente, che offendono il nome di Maometto o degli altri profeti”. Tabitha ora deve nascondersi. E’ di 1.130 infatti il numero di persone uccise negli ultimi anni in Pakistan dopo l’accusa di “blasfemia” in esecuzioni extragiudiziali.

Asia Bibi, per la stessa accusa di blasfemia, è stata condannata all’impiccagione. Denunciata da alcune contadine con cui stava lavorando in seguito a un diverbio, Asia è stata tenuta nel braccio della morte per dieci anni, 3.422 giorni, fino all’assoluzione da parte della Corte suprema e all’uscita dal paese. “Sono orgogliosa di essere cattolica. Quando facciamo i documenti di identità, siamo obbligati a dichiarare la nostra religione. Il nostro passaporto ha un colore particolare, è nero. Prima ancora di aprirlo, sappiamo subito che siamo cristiani. Noi cristiani siamo soprannominati choori, che sta per ‘colui che pulisce i bagni’”. Così scrive Asia Bibi nel libro realizzato con la giornalista francese Anne-Isabelle Tollet, “Enfin libre”.

Il governatore musulmano Salman Taseer e il ministro cattolico Shabaz Bhatti sono fra coloro che hanno pagato con la vita la difesa di Asia Bibi e la battaglia per abrogare la legge sulla blasfemia.

Per l’“elefante solitario” Kavaan c’è stata una mobilitazione internazionale che ha portato alla sua liberazione dallo zoo pakistano. Si sono mossi anche cantanti come Cher. Per i cristiani pakistani - picchiati, uccisi, costretti a nascondersi - silenzio stampa!