In memoria di Antonio Scacco

Il giorno 7 ottobre 2019, festa della Madonna del Rosario, il nostro amico e maestro Antonio Scacco, collaboratore di CulturaCattolica, ha concluso la sua lunga e operosa vita terrena. Indimenticabile e infaticabile operatore culturale, voce autorevole ed originale della fantascienza italiana, cristiano di fede salda e cristallina, ha lasciato nei nostri cuori una traccia indelebile.
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Il giorno 7 ottobre 2019, festa della Madonna del Rosario, il nostro amico e maestro Antonio Scacco, collaboratore di CulturaCattolica, ha concluso la sua lunga e operosa vita terrena. Indimenticabile e infaticabile operatore culturale, voce autorevole ed originale della fantascienza italiana, cristiano di fede salda e cristallina, ha lasciato nei nostri cuori una traccia indelebile.
Avevo incontrato il suo nome sulle pagine del “Cosmoinformatore”, rivista di SF dell’Editrice Nord, che presentava con un certo rilievo le cosiddette “Fanzines”, ossia le pubblicazioni periodiche degli appassionati. Della fanzine creata da Scacco fin dal 1986 (“Future Shock”, della quale sono usciti ben 80 numeri!) si sottolineava la forte connotazione umanistica e religiosa, in intrepida solitudine rispetto alle ideologie dominanti. Ricordo che allora pensai: “Questo Scacco! Mi piacerebbe conoscerlo e magari lavorare con lui”. Alcuni anni dopo, per quei casi che non sono mai casuali, don Gabriele mi informò che Antonio Scacco lo aveva contattato, e che c’era la possibilità di lavorare insieme. Una frase di Giovanni Paolo II aveva colpito Antonio, nel suo instancabile lavoro di approfondimento dei rapporti tra fede e scienza (di cui la SF era un aspetto non trascurabile, per quanto negletto e disprezzato): "La sintesi tra cultura e fede non è solo un'esigenza della cultura, ma anche della fede […] Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta" (Papa Giovanni Paolo II, Congresso Nazionale del M.E.I.C., 16-1-1982). Fu così che conobbi Antonio, e potei ammirare la tenacia con cui, dalla sua dimora barese, si dedicava al compito di ricucire lo strappo tra le due culture, quella umanistica e quella scientifica, mostrando pure le radici cristiane della scienza. Suo maestro in questo immenso lavoro fu il gesuita filosofo e scienziato Enrico Cantore, il cui saggio L’uomo scientifico. Il significato umanistico della scienza (Edizioni Dehoniane, Bologna 1988) è leggibile in filigrana in tutta la vasta – e superpremiata - produzione letteraria di Scacco. Il mio rapporto con lui, inizialmente più professionale e operativo, si fece via via nel tempo sempre più amichevole e profondo. Antonio mi indicava le piste da seguire, mi entusiasmava al lavoro con proposte affascinanti: fu così che mi dedicai alla “Trilogia cosmica” di C. S. Lewis, a “Il padrone del mondo” di R. Benson, al Meeting di Rimini del 1983 “Uomini scimmie robot”… Conservo ancora centinaia di mail da parte sua, sempre ricche di riflessioni stimolanti, vivificate da una fede genuina e da una umanità calda ed affettuosa. Gli ultimi anni furono caratterizzati da problemi di salute sempre più gravi: Antonio divenne per la nostra famiglia una presenza quotidiana, il ricordo nella preghiera era costante e da lui molto gradito. La Madonna del Rosario lo ha accolto sotto il suo manto il 7 ottobre scorso, servo buono e fedele, operoso fruttificatore di talenti.