John Henry Newman, La Chiesa è un partito

E' stato proclamato santo. Imparare da lui un giudizio di fede matura è l'occasione straordinaria che ci è donata
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Il Card. Newman oggi è stato proclamato santo, dopo che il Papa emerito Benedetto, nel 2010, lo aveva dichiarato beato. Il suo insegnamento sulla coscienza è quanto di più urgente e necessario in questo tempo di oscurità e confusione, e non possiamo certo dimenticarlo. Tale insegnamento ha costituito la forza dei giovani della «Rosa bianca» che hanno testimoniato col sangue l’amore alla verità e alla libertà nei tempi oscuri del nazismo hitleriano. Avremo, spero, il modo di riprendere tale insegnamento.
Credo anche utile, in questo tempo in cui la situazione nella quale viviamo sta vivendo l’urgenza di una autentica ripresa dell’impegno politico, riportare alcune luminose affermazioni di questo grande santo, certo che potranno dare al nostro cammino quell’impulso di generosità e di idealità che è così necessario per ritrovare l’impegno del bene comune. E credo che queste parole siano stimolanti non solo per i politici cattolici, ma per ogni uomo di «buona volontà», come ha chiamato s. Giovanni XXIII coloro che hanno a cuore le sorti dell’umano nella storia.
Certamente queste note che vi propongo potrebbero apparire fuori dal nostro tempo, così malato di relativismo e impregnato da una cultura dei diritti che sembra togliere dal campo ogni presenza, soprattutto se organizzata, dei cristiani. In un tempo in cui addirittura in Inghilterra qualcuno ha sostenuto che la Bibbia stessa sarebbe contro i diritti dell’uomo. Ma se leggiamo con apertura di mente e cuore queste righe ne cogliamo il senso autentico e profondo, visto che non si tratta di un insegnamento di matrice islamica, ma di un cattolico che ha sempre avuto a cuore la autentica libertà dell’uomo.

“Strettamente parlando, la Chiesa cristiana, come società visibile, è necessariamente una potenza politica o un partito. Può essere un partito trionfante o perseguitato, ma deve sempre avere le caratteristiche di un partito che ha priorità nell’esistere rispetto alle istituzioni civili che lo circondano e che è dotato, per il suo latente carattere divino, di enorme forza ed influenza fino alla fine dei tempi. Fin dall’inizio fu concessa stabilità non solo alla mera dottrina del Vangelo ma alla società stessa fondata su tale dottrina; fu predetta non solo l’indistruttibilità del cristianesimo, ma anche quella dell’organismo tramite cui esso doveva essere manifestato al mondo. Così il Corpo Ecclesiale è un mezzo divinamente stabilito per realizzare le grandi benedizioni evangeliche (...)”.

“Dal momento che è diffusa l’errata opinione che i cristiani, e specialmente il clero, in quanto tale, non abbiano nessuna relazione con gli affari temporali, è opportuno cogliere ogni occasione per negare formalmente tale posizione e per domandarne prove. E’ vero invece che la Chiesa è stata strutturata al fine specifico di occuparsi o (come direbbero i non credenti) di immischiarsi del mondo. I membri di essa non fanno altro che il proprio dovere quando si associano tra di loro, e quando tale coesione interna viene usata per combattere all’esterno lo spirito del male, nelle corti dei re o tra le varie moltitudini. E se essi non possono ottenere di più, possono, almeno, soffrire per la Verità e tenerne desto il ricordo, infliggendo agli uomini il compito di perseguitarli”.

“A coloro che ostentano di non appartenere a nessun partito e credono che questa sia una buona ispirazione, ricordo, nell’amore del Cristo: Cristo stesso ha costituito quello che essi devono ammettere essere un partito — quanto a principio. — La Chiesa lo è semplicemente e letteralmente, in quanto adunanza, società, la società istituita da Cristo. Egli ci ordinò di tenerci uniti. Amicizia reciproca, simpatia reciproca, quello che il pubblico degli spettatori chiama spirito di classe; questo è un dovere, è un comando. Il peccato, la malizia del peccato, sorge non dal fatto che i seguaci di Cristo siano un partito, ma da questo loro essere troppi partiti, dal disunire quel corpo unico che Egli ha stabilito. Voler frammentare la Chiesa di Cristo è volerla distruggere.
Ma mentre la Chiesa di Cristo è — quanto al termine — quello che il mondo chiama un partito, essa è anche qualche cosa di immensamente più alto. Non istituzione di un uomo, non costruzione politica, non creatura dello stato, che respira col respiro dello stato, asservita, fatta e disfatta ad arbitrio della sua volontà. Essa è una società divina, un’opera grande di Dio, una reliquia autentica di Cristo e dei suoi apostoli, il mantello di Elia sopra Eliseo, un legato di Cristo lasciato da Lui a noi, e che noi dobbiamo conservare inalterato, perché noi lo amiamo. E’ un santo tesoro come già fu l’arca di Israele. Sembra una cosa della terra, e come tale è esposta al disprezzo del mondo, a essere malamente sfruttata. Ma a suo tempo, quando suona l’ora di Dio, oggi, e domani, e nel giorno che verrà, essa spiega il suo miracolo di misericordia e di giustizia.”

Diario spirituale

In un vecchio libriccino a cura di G. Barra ho trovato questo gioiello del santo Cardinale Newman, da leggere con autentica commozione

La Chiesa è un partito