Gian Carlo Blangiardo nominato presidente dell'ISTAT

Curatore:
Leonardi, Enrico
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Via libera alla nomina di Gian Carlo Blangiardo alla presidenza dell'ISTAT in Commissione affari costituzionali della Camera. Blangiardo, nominato dal Cdm, ha ottenuto 33 voti favorevoli su 47. Docente di demografia presso l'Università di Milano Bicocca e collaboratore della Fondazione Ismu, ha avuto collaborazioni scientifiche anche con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Istituto Nazionale di Statistica Istat, la Regione Lombardia, il Comune di Milano e a livello internazionale (Membro del Government Expert Group on Demographic Issues of The European Commission Bruxelles). Una valida carriera accademica: dal 1998 Professore ordinario di Demografia, Università degli Studi di Milano Bicocca – Facoltà di Statistica; 1994-1998 Professore ordinario di Demografia presso l’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Scienze Politiche; 1981-1994 Professore Associato di Demografia presso l’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Scienze Politiche; 1978-1981 Professore incaricato di Demografia presso l’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Scienze Politiche; 1975-1978 Ricercatore di Statistica e Demografia presso l’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Scienze Politiche.

La professionalità e il curriculum del dott. Gian Carlo Blangiardo sono assolutamente adeguati a questo nuovo incarico, ma molte sono state le opposizioni alla sua nomina. In Italia se sei un cattolico che con oggettiva professionalità guarda i dati, li analizza, e in base a questi cerca di contribuire a una migliore conoscenza della realtà socio-demografica nei suoi molteplici aspetti (come il problema demografico e il problema dell'aborto e un'analisi dei flussi migratori), evidentemente la tua professionalità non conta. Vale solo l'aspetto ideologico per certe parti politiche come il PD, che non hanno votato a favore non si capisce in base a che cosa, e come sempre i cattolici del PD sono silenti. Hanno votato a favore M5stelle, Lega e in parte Forza Italia, e hanno fatto prevalere la professionalità di Blangiardo: per una volta una scelta meritocratica.