A Roberto Formigoni, in amicizia

...nel dolore di non avere riconosciuto adeguatamente Cristo e il Suo Mistero negli interessi della vita (…) preghiamo la Madonna che il nostro cuore sia pronto a riprendere ogni giorno...
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Come amici che condividono la vita e l’esperienza di Comunione e Liberazione, uniti perciò a Roberto Formigoni dal riconoscimento della appartenenza al medesimo popolo ed alla medesima storia, vorremmo esprimergli la nostra solidarietà.
È rilevante e da rimarcare il fatto che, come riportano fonti giornalistiche, nel procedimento che lo ha visto condannato, oltre ad essere caduta l’accusa di associazione a delinquere, non è stata riscontrata l’evidenza di nessuna tangente; inoltre le delibere regionali in questione, tutte prese collegialmente, e giudicate positivamente, nella sostanza e nella forma, ad ogni livello, sia politico che giuridico, sono passate al vaglio dell’avvocatura generale, del TAR, delle commissioni competenti, della giunta, del consiglio regionale. E RASENTA QUASI IL RIDICOLO, valutare più di 6 milioni alcuni giorni di vacanze ai Caraibi…

Proprio per queste evidenze a tanti di noi, parte del popolo ciellino, sembra che davvero lui, l’unico giudicato colpevole, sia il “capro espiatorio” di una giustizia che appare “avere in odio” una storia:

  • anni di presenza nella regione Lombardia e in tante altre parti di Italia e anche del mondo (come accade con la nostra presenza missionaria),
  • anni di costruzione, anni che hanno portato la sanità di questa regione ad essere la migliore d’Italia (e tra noi alcuni, come medici, inviano da sempre alle strutture sanitarie milanesi i casi più delicati e difficili), l’unica senza deficit, che ha perseguito la libertà di educazione della famiglia con i buoni scuola, che ha fatto crescere le imprese lombarde con lo sviluppo di un intelligente rapporto con le economie estere, che ha dato attuazione al principio di sussidiarietà con un equilibrato rapporto tra pubblico e privato, che ha dato grande impulso alle infrastrutture dell’intera regione.

Sempre ci accompagna, ormai ingiallita, la lettera alla Fraternità dell’11 Marzo 1993, che Don Giussani scrisse al tempo di tangentopoli, dopo il pellegrinaggio a Lourdes, che consideriamo profetica:

«Di fronte al dissesto totale del nostro Paese non possiamo non essere provocati ad un giudizio: un’azione che per punire colpevoli distrugge un popolo, come coscienza unitaria e come raggiunto benessere, ha almeno nella sua modalità di attuazione qualcosa di ingiusto. Proprio tutto questo disagio, cui intensamente partecipiamo, diventa per noi grave e forse estremo richiamo di Cristo a una autenticità di figliolanza al Padre, cui tutti, IN SVARIATISSIMI MODI, ABBIAMO MANCATO.

Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.” (1 Gv 1,8).
Negli Esercizi Spirituali ci è sempre stato richiamato che non possiamo stabilire un rapporto né con le persone, né con noi stessi, né con le cose se non partendo dalla coscienza di essere peccatori: in ciò sta il richiamo alla umiltà.
La memoria, che è l’espressione sintetica della fede che viviamo, non ci lascia in tale umiltà né dimentichi, né passivi. Perciò nel dolore di non avere riconosciuto adeguatamente Cristo e il Suo Mistero negli interessi della vita (…) preghiamo la Madonna che il nostro cuore sia pronto a riprendere ogni giorno. Attraverso di Lei l’invocazione della grazia di Cristo risulti più decisiva e potente che l’attaccamento ai nostri criteri, il cedimento ai nostri calcoli e il soggiacere ai nostri istinti.»

Così siamo stati educati da don Giussani a capire che l’errore eventuale, e comunque il peccato di uno di noi, è una domanda su ciascuno.

IN SVARIATISSIMI MODI POSSIAMO AVERE MANCATO, se non altro per non essere stati capaci di mantenere vivo e richiamare continuamente dentro il popolo di cui facciamo parte, il motivo per cui vale la pena lavorare, costruire, fare politica… per rendere evidente “la gloria di Cristo” nel mondo e negli interessi della vita.

Come don Giussani ci ha insegnato, e come la nostra storia, di cui Roberto fa parte, è evidenza di continua ripresa, vogliamo ogni giorno lavorare per “la gloria di Cristo”. Solo così si serve bene anche l’uomo, ogni uomo.”

  • Vittorio Berardo
  • Imma Campece
  • Giorgio Canu
  • Ester Corona
  • Don Gabriele Mangiarotti
  • Pietro Gargiulo
  • Maria Luisa Moleri
  • Sabino Paciolla
  • Paola Pirovano
  • Brunella Rosano
  • Giuliana Ruggieri
  • Antonio Saccone
  • Eva Sala
  • Daniele Salanitro
  • Massimo Sanvito
  • Bruno Sconocchia
  • Irene Staiano
  • Anna Tedaldi
  • Achille Vernizzi
  • Guelfo Zoffoli