Ok, il caso è chiuso? E tante scuse?

Rispondo alla nota del sig. Mascellani a proposito dell'articolo «Chiesa dove vai?...»
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Prendo atto con soddisfazione della nota mandatami dal signor Mascellani scritta dal direttore generale della casa editrice ELLEDICI: l’immagine di copertina del sussidio “Incontrare Gesù/1” non ha alcun intento sovvertitore della morale tradizionale e della concezione cattolica della famiglia. Questo lo si evince dalla lettura del sussidio alle pagine indicate nella nota.
Queste le «buone» parole della e-mail: «Se la vostra cultura cattolica si dovesse dedurre dall’ignoranza di questo articolo siete messi male...
Allego il comunicato dell’editore nel caso vi sfiorasse il dubbio di verificare la verità delle notizie e delle fonti dell’articolo in oggetto che avete pubblicato sul vostro sito, e tanti auguri per la ricerca di una inforanzione [sic] più attenta e corretta.
Marco Mascellani»

Ok, il caso è chiuso? E tante scuse?
Credo che la vicenda chieda un ulteriore approfondimento. In particolare, una riflessione sull’uso delle immagini (e per noi cattolici, dopo la vicenda della Iconoclastia, ha un certo rilievo).
Ogni immagine ha uno suo significato all’interno del contesto epistemologico nel quale si pone. Se io mettessi come simbolo del sito o come illustrazione di un articolo una svastica (tratta da una antica decorazione romana) ben difficilmente potrei sostenere che questo non ha alcun riferimento alla tragedia nazista.
Se l’immagine del sussidio in questione nel 2005 non dava adito ad alcuna malevola interpretazione, oggi, dopo 13 anni, assume, purtroppo, un significato differente, aldilà delle intenzioni dell’autore. E di questo credo che bisogni tener conto adeguatamente (e magari rispondere in tempo a chi chiede informazioni).

Ha certo ragione il Papa a ricordare il clima avvelenato che, anche tra i cattolici, riguarda il mondo della comunicazione e il modo stesso di comunicare.
Bisogna però anche qui tenere conto del contesto. Dopo le menzogne di Scalfari sull’inferno e sulla immortalità dell’anima (verità che secondo lui sarebbero state negate dal Papa Francesco), dopo l’uso strumentale e falsificato della lettera del papa emerito Benedetto XVI come se fosse stata scritta in occasione del quinquennio di elezione di Francesco, dopo le vignette al limite della blasfemia pubblicate da Avvenire ad opera di Staino, beh, forse l’alzare un po’ la voce, chiedere chiarezza, denunciare ambiguità e connivenze non è senza ragione.

Spero che tutto quanto accaduto aiuti nel confronto serio, non pregiudiziale, per fare trionfare la verità, soprattutto per rendere possibile un cammino educativo così necessario anche tra i cristiani oggi.

Comunicato della Editrice ELLEDICI