Scalfarotto, le bugie han le gambe corte

Oltre al Comunicato Stampa dei Giuristi per la Vita riportiamo due brani del confronto tra Gianfranco Amato e Ivan Scalfarotto a Radio Rai 1. Dove si vede che l'on. Scalfarotto dice di essere stato aggredito dalle Sentinelle in piedi e poi nega tranquillamente di avere fatto simile affermazione
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Di fronte all'impudenza di Scalfarotto, che nega pure l'evidenza, l'impegno contro il DDL che porta il suo nome è sacrosanto!!!


Comunicato Stampa dei Giuristi per la Vita
Si potrebbero dire molte cose sul vile attacco squadrista subito dalle Sentinelle in Piedi in diverse piazze d’Italia domenica 5 ottobre 2014. Si potrebbero dire molte cose sul fatto che persino un sacerdote, don Matteo Graziola, sia stato vigliaccamente colpito alla testa al punto da dover essere ricoverato. Si potrebbero dire molte cose sul fatto che addirittura donne e bambini siano stati oggetto di una proditoria ed infamante aggressione fisica. Si potrebbero dire molte cose sul comportamento gravemente omissivo di alcuni esponenti delle forze dell’ordine che sono venute meno al loro dovere di tutelare il diritto alla libera manifestazione delle Sentinelle. Si potrebbero dire molte cose su intellettuali, politici, giornalisti, opinion maker, artisti, star dello spettacolo, rappresentanti delle istituzioni, che da mesi seminano odio contro chi osa manifestare pacificamente per il diritto alla libertà di opinione. A tutti costoro si può ricordare, parafrasando il profeta Osea, che chi semina vento raccoglie tempesta. E domenica 5 ottobre 2014 di tempesta ne hanno raccolta tanta.
Chissà se l’onorevole Ivan Scalfarotto, alla luce di quanto accaduto, si sarà pentito di aver definito anche le Sentinelle in Piedi come la «zavorra» del nostro Paese. E chissà se si saranno pentiti tutti quei politici, giornalisti, opinion maker, artisti, star dello spettacolo, rappresentanti delle istituzioni, che in maniera incosciente hanno bollato le “veglie” come espressioni di «rigurgito clericofascista», «raduno di sporchi omofobi», «manifestazioni di integralismo sessuofobo cattolico», «sacche di resistenza conservatrice», «adunanze di membri del Ku Klux Klan senza cappuccio», «riunioni di spudorati discriminatori», «pubbliche assemblee di ignobili bigotti reazionari», «parate di luridi razzisti», solo per citare le espressioni più riferibili.
A furia di seminare odio in questa maniera, si finisce per fornire una nobile giustificazione all’idiota di turno disposto ad usare la violenza in chiave eroica.
L’energumeno che colpito alla testa don Matteo Graziola non è meno colpevole dell’infame mandante morale che lo ha istigato. Si potrebbero dire tante cose anche su questo. Ma, forse, per gli aggrediti di domenica scorsa le parole migliori le ha scritte più di cinquant’anni fa il poeta senegalese David Diop nei versi della sua celebre poesia Sfida alla Forza. Le vogliamo dedicare a tutte le Sentinelle che il 5 ottobre 2014 sono state picchiate, aggredite, insultate, che si sono spaventate e angosciate, che hanno pianto, che hanno ricevuto sputi, scherni, ingiurie: «Tu che sei curvo, tu che piangi / (…) Tu che lotti, che vegli per il riposo dell’Altro / Tu che non guardi più con il riso negli occhi / Tu fratello mio dal volto di paura e d’angoscia / Rialzati e grida: NO!».

Comunicato Stampa
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