"Dio ci deve delle spiegazioni". Una è già arrivata!

Grazie, Margherita!
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Il 12 febbraio 2014 è morto a Bologna, dopo lunga malattia, il cantante del gruppo rock-demenziale degli Skiantos, Roberto “Freak” Antoni. Descritto come personaggio maledetto, dedito alle droghe e ad una vita disordinata, era in realtà un inquieto cuore insoddisfatto, alla ricerca di un bene più grande. Al suo funerale vi era una folla di vip, di amici, di compagni appartenenti al suo mondo. Ma la sorpresa più grande e inaspettata è giunta quando la figlia Margherita ha voluto ricordarlo:

"Salve. Io mi chiamo Margherita. Come molti di voi sanno sono la figlia di Freak. Innanzitutto vi ringrazio per essere venuti perché state rendendo omaggio a mio padre e vi ringrazio per tutti i messaggi che gli avete scritto su Facebook. Siete stati la sua vita. Lui viveva sul palco, viveva per il suo lavoro. Ci sono stati parecchi Natali che lui non ha passato in famiglia perché aveva qualche concerto, qualche intervista. Io un po' l'ho odiato per questo. Pensavo che mi stesse trascurando, pensavo che fosse disinteressato perché non passava i natali con la sua famiglia, con me. Adesso forse ho capito. Non so se vi è mai capitato di sentirvi tristi, ma tristi tristi, tanto tristi da chiedervi il senso della vita, il perché delle cose. A me a volte capita. A mio padre capitava sempre. Siete tristi perché vi manca qualcosa. Non è così?
Altrimenti avreste l'animo appagato e soddisfatto. Ma che cosa manca? Magari è perché non ho il nuovo iPhone. O magari perché non ho il ragazzo e oggi è San Valentino...E ognuno cerca a suo modo di colmare il vuoto che sente. Mio padre lo colmava con la droga, con i concerti, con storie d'amore improponibili.
Mio padre era uno triste, uno senza "speranza" (in senso buono), un infelice, un irrequieto. Ho trovato l'altro giorno nel suo portafoglio una frase che aveva scritto lui, chi sa in quale circostanza. Diceva: "perciò io non terrò chiusa la bocca, parlerò nell'angoscia del mio spirito, mi lamenterò nell'amarezza del mio cuore" (Giobbe 7,11). Mio padre era un grande perché gridava. Perché non si accontentava. Perché il suo desiderio di felicita era più grande di qualsiasi concerto, droga o storia d'amore. Citando una sua frase: "Dio ci deve delle spiegazioni". Speriamo proprio che adesso gliele dia. Grazie a tutti."