Cristiani o cretini?

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Il Professor Odifreddi mi ha scritto:

Caro Giorgio,
grazie per la lettera. Onestamente, a tre anni dalla pubblicazione del mio libro “perché non possiamo essere cristiani”, speravo che coloro che lo criticano ancora, si fossero almeno presi la briga di andare a vedere che cosa diceva!
Soprattutto a proposito della battuta dell’introduzione, su “cristiani e cretini”. Ma visto che lei non sembra averlo fatto, le faccio notare che per “letterali cretini” intendevo “coloro che sono cretini, nel senso letterale della parola”. E poiché il significato letterale, cioè etimologico, della parola “cretino” è “cristiano”, la cosa finisce qui: io non ho inventato né la parola, né la sua etimologia, e la mia frase era semplicemente una tautologia, del tipo “i cristiani sono letterali christians”.
Capisco naturalmente che “letterale cretino” si possa prendere in senso non letterale, intendendo cioè “letterale deficiente”, o qualcosa di simile. Ma io non ho detto questo, e nessun aggettivo quale “deficiente, ignorante, minus habens” e simili si potrebbero sostituire a “cretino”, nel senso in cui dicevo la frase.
In altre parole, era una battuta (magari di dubbio gusto), che evidentemente ha fatto arrabbiare chi ha la coda di paglia, perché sa che, a partire da san Paolo, il cristianesimo è stato infatti veramente presentato come una religione per i semplici e gli ignoranti. Ma, di nuovo, io non ho colpa di cosa diceva san Paolo, né di come si presenta il cristianesimo nella sua interpretazione autentica.


Egregio Professore,

grazie per la cortesia della Sua pronta risposta.

Il suo è un escamotage (per evitare malintesi o fraintendimenti espediente) elegante, con un certo humor, ma un banale escamotage. Infatti:
− su qualche glossario di ricerche filologiche franco – provenzali si legge «cretin “cristiano” quindi persona qualunque, senza particolari caratteristiche»
− ma su altre fonti filologiche si legge «corrisponde al fr cretin, e nel dialetto della Gironda crestin ed è il nome che si da ad ognuna di quelle misere creature di piccola statura, mal conformate con un gran gozzo»
− nel dizionario Larousse francese si legge «cretin cretino, rimbecillito»
− ma soprattutto Lei dopo aver usato “innocentemente” il termine cretini, qualunque spiegazione ne abbia data, ad ulteriore precisazione, aggiunge: «… la fede cristiana pretende di continuare a propinare all’uomo occidentale stantii miti mediorientali e infantili superstizioni medioevali».

Se tutto ciò non bastasse, un’espressione della Sua risposta conferma il Suo stile francamente un poco subdolo di lanciare l’offesa camuffandola per poter dire: ma non intendevo offenderti, però… L’espressione in questione è la seguente: che evidentemente ha fatto arrabbiare chi ha la coda di paglia,per i semplici e gli ignoranti. (sic!) Vede? I detti popolari sono saggi: il lupo perde il pelo ma non il vizio!
Quindi resta valido e più che motivato tutto ciò che Le ho scritto, in modo schietto senza doppi giochi. Il Vostro parlare sia sì, sì, no, no. Oppure anche quest’affermazione appartiene a stantii miti mediorientali e infantili superstizioni medioevali…!
Cordiali saluti.