7 dicembre 2004: Lacrime nel silenzio

Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Notizie dal Venezuela"



Caracas, 6 Dicembre 2004


Oggi, 6 dicembre, è l’anniversario della tragica morte di tre cittadini innocenti, massacrati nella Piazza Altamira, dalla mano assassina di chi, senza ragione apparente, si propose di silenziare un canto alla libertà. Nessun comunicato ufficiale, nessun commento, solo lacrime nel silenzio, tali come furono quelle versate durante il fatidico 11 Aprile 2002, e il 15 Agosto 2004.

Solo lacrime, lacrime dignitose di chi, nell’affanno di riscattare un paese, una nazione, piange gli eroi, i cui nomi sono scolpiti nei nostri cuori, e vergognosamente cancellati, dalle cerimonie ufficiali. Mentre il regime si presta a creare un piedistallo ideologico, per un idolo apparente, e il parlamento corre, per approvare le leggi che negheranno il diritto di pensare, di criticare, di dimostrare al mondo gli errori e i soprusi commessi, noi partecipiamo all’angoscia di coloro che, innocenti, piangono, madri, padri, fratelli, amici, tutti raccolti in un solo lutto, un solo dolore.

La rivoluzione, e il suo leader, oggi chiudono un congresso dove, sotto il titolo “Le menti più eccelse si riuniscono per salvare il mondo”, senza minimamente accennare a coloro che, unicamente per esprimere opinioni contrarie al processo bolivariano, sono stati uccisi, imprigionati, torturati, offesi. È difficile comprendere come tali luminari del pensiero possano giustificare che il cammino alla pace “rivoluzionaria”, debba essere lastricato di sangue e di lacrime. Che il sentiero alla “libertà” bolivariana, debba essere tappezzato di soprusi, di offese, di torture, e prevaricazioni. Che l’orizzonte della felicità, debba essere dipinto con i colori degli scarponi militari, delle divise rosse e dei volti incappucciati della polizia politica.

Mi permetto di aggiungere poche parole:

Perdonami Signore, oggi ti ho visitato nella tua casa, però senza la fede, e non ti ho sentito.
Perdonami fratello, oggi ti ho visitato nel carcere, però senza vedere, la paura mi ha reso cieco.
Perdonami amico, oggi ti ho visitato nella piazza, però senza ascoltare, il timore mi ha reso sordo.
Perdonami cittadino, oggi ti ho visitato nella protesta, però senza parlare, il terrore mi ha reso muto.
Perdonami patriota, oggi ti ho visitato nel cimitero, però senza piangere, il panico mi ha seccato le lacrime.
Perdonami Venezuela, oggi ho avuto la possibilità di protestare per la tua morte, e ho taciuto, il timore, il terrore, il panico mi hanno smarrito.
Perdonatemi.

Maria Luz FdC
(SALVIAMO VENEZUELA)