Scandalo a Strasburgo

Gravissimo attacco alla laicità delle istituzioni
Autore:
Salina, Giorgio
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Giovedì 26 aprile 2007, a Strasburgo è stata discussa, votata e approvata (325 voti favorevoli, 124 contrari e 150 astensioni) l’ennesima risoluzione sull’omofobia in Europa, rivolta soprattutto contro la Polonia; ma gli estensori della proposta di compromesso, poi approvata, non hanno perso l’occasione per accusare capi politici (polacchi), e leaders religiosi (della Chiesa cattolica) di fomentare un clima di intolleranza e discriminazione. E ti pareva che i Vescovi non fossero sotto accusa!

Lo spunto, questa volta, sono state dichiarazioni di un Membro del Governo polacco circa l’ipotesi di vietare ai Gay di insegnare nelle scuole, ed un opuscolo, sempre polacco in cui si definisce l’omosessualità una “malattia”. Nonostante la smentita del Capo del Governo di Varsavia, i soliti abilissimi Membri dell’intergruppo gay e lesbiche del Parlamento europeo, e i loro fiancheggiatori non hanno perso l’occasione di vestirsi da vittime vilipese, discriminate e fatte oggetto di atti di violenza. Questi atti di violenza sono soprattutto stati registrati, sembra, in Polonia, dove con chiari intenti provocatori si intensificano le sfilate che ostentano “l’orgoglio omosessuale”, e spesso i partecipanti sono fatti oggetto di lanci di uova e pomodori marci.

Per tutti, ma in particolare per i “fiancheggiatori” il vero obiettivo è screditare e ridurre al silenzio la Chiesa cattolica, che ripropone coerentemente, puntualmente ed autorevolmente la visione dell’uomo e della società conforme dignità umana ed al diritto naturale, rettamente inteso, cioè sentito, nel profondo di ciascuno, come il più rispondente alla reali esigenze.

Puntualmente l’On. Michael Cashman (Gruppo socialista), Presidente dell’intergruppo gay e lesbiche, ha fatto un intervento accorato intriso di vittimismo per violenze, sopraffazione e discriminazione subite.

Inizialmente diversi gruppi della sinistra avevano presentato ciascuno una propria proposta di risoluzione; quella presentata dal Gruppo GUE/NGL (sinistra unitaria europea, sinistra verde nordica) contiene un duro attacco al Vescovo di Namur, e un durissimo attacco al Presidente della CEI, Mons. Bagnasco,

Per essere precisi ecco il testo del “considerando” scritto nel testo: «…considerando che gli omosessuali sono regolarmente oggetto di menzioni discriminatorie da parte di capofila religiosi in tutta Europa, come nel caso del vescovo di Namur che, il 4 aprile di quest’anno, ha qualificato di “anormale” l’omosessualità, dichiarando che essa “costituisce una tappa di imperfetto sviluppo della sessualità umana”, o del presidente della Conferenza episcopale italiana, che ha comparato un progetto di legge che conferisce una serie limitata di diritti alle coppie omosessuali a una licenza a commettere atti di incesto e di pedofilia». Quest’ultima affermazione è una fragrante menzogna, scritta sapendo di mentire.

Questi falsi pacifisti, bugiardi e violenti nell’azione politica, sono, tra gli Italiani: Monica Frassoni (Verdi), Giusto Catania e Vittorio Agnoletto (Rifondazione Comunista), tutti pluri recidivi, e che nel nostro Paese sono un poco più “cauti” perché hanno bisogno della legittimazione dei cattolici della Margherita ed in genere della maggioranza di sinistra. La loro arrogante violenza verbale è grave quanto, se non più di quella fisica, perché calpesta coscientemente la verità, per mirare ai propri scopi.

Tutto questo è un gravissimo attacco alla laicità delle Istituzioni europee e nazionali, che essi vorrebbero asservire alla loro ideologia, prevaricando la democrazia. Perché sia chiaro che laicità vuol dire neutralità rispetto a posizioni ideologiche o religiose, e democrazia vuol dire concorrere tutti liberamente secondo le proprie convinzioni al bene comune, rispettando gli altri, mentre loro vogliono far tacere chi non condivide le loro posizioni con la scusa, ormai screditata, della “non ingerenza”.

Ai cristiani spetta un compito non facile: riaffermare la propria libertà e dignità, come la libertà e la dignità di tutti, cercare di ristabilire la verità, perdonare e pregare per questa gente. Ma in questo momento l’attacco alla Chiesa, alla democrazia e alla libertà di tutti, alla laicità, cioè alla possibilità per tutti di essere se stessi nella casa comune, è così grave ed esteso, che l’indispensabile azione sociale è “gridare dai tetti” la verità, dire, anche nell’incomprensione e nell’isolamento, come si sono svolte realmente le cose e in che consistono libertà e democrazia così palesemente calpestate.

È senz’altro utile riportare anche un comunicato emesso mercoledì 25 aprile, dagli Onorevoli Mauro e Tajani, a Strasburgo:
«”Forza Italia con l’intero gruppo del Partito Popolare Europeo ha sventato il tentativo dei socialisti, dei verdi, dei liberali e dei comunisti di far condannare dal Parlamento Europeo il Presidente della CEI Mons Bagnasco” è quanto dichiarano Mario Mauro, vice Presidente del Parlamento europeo, ed Antonio Tajani, capo delegazione dei Forza Italia al Parlamento Europeo. “I gruppi europei - continuano Mauro e Tajani - dei quali fanno parte tutti i partiti dell’Unione (tranne l’UDEUR) attribuivano a Bagnasco frasi mai pronunciate a proposito dell’omosessualità. La proposta delle sinistre, contenuta in tre testi fotocopia, è stata cancellata dal testo finale di compromesso tra le varie forze politiche”. I due europarlamentari azzurri concludono sottolineando che “non si possono, a questo punto, non sottolineare le contraddizioni del nascente partito democraticho che, a Roma, esprime solidarietà a Bagnasco dopo le minacce ricevute, ma a Strasburgo diventa protagonista dell’attacco durissimo al Presidente della CEI”».