Tv-trash: il caso Lippi

Autore:
Parolini, Filippo
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Il 2006 potrà passare alla memoria come l’anno degli scandali. Dopo l’estiva Moggiopoli e l’appena accennata vallettopoli della Gregoracci, un nuovo scandalo si è scagliato sull’Italia e soprattutto sul mondo della televisione: il caso Lippi.
Come ormai tutti sapranno benissimo da circa due settimane il famoso presentatore ha abbandonato il programma “Buona Domenica”, la motivazione è sicuramente il disaccordo con i curatori del programma e soprattutto con Cesare Lanza, uomo che muove i fili dietro il programma domenicale di canale 5.
L’outing compiuto da Claudio Lippi non è altro che il primo caso famoso di “pentito” della televisione, ormai stanco di prendere parte a quella che potrebbe essere definita la piattaforma, la base della “tv-volgare” italiana.
Questo evento e la reazione del pubblico italiano, ci dà modo di analizzare uno dei gravi problemi della televisione italiana, non solamente lo scadimento di questo mezzo di comunicazione, ma soprattutto ci permette di evidenziare come tutto questo sia programmato a tavolino dai curatori dei programmi, come in un’immensa sceneggiatura.
Eloquente è l’ultima uscita in diretta di Lippi e Sgarbi durante la puntata di “Buona domenica”, la discolpa della Perego, padrona di casa del programma, non è stata quella di calmare gli animi, bensì quella di sottolineare come il momento del litigio dovesse svolgersi dopo nel copione e non in questo momento.
In altre parole Lippi non ha svelato un mistero nascosto, ha semplicemente avuto il coraggio di spostare il velo di illusione e di innocenza che è posto davanti agli spettatori. La “televisione volgare”, come lo stesso Lippi l’ha definita, non è una novità e ormai da anni critici e pubblico lo stanno sottolineando, quello che il presentatore ha messo sotto accusa è il meccanismo posto dietro a tutto questo, per questo motivo è sceso in piazza un personaggio come Cesare Lanza per difendere il suo prodotto, che a mio personale parere è indifendibile.
Per i più attendi sarà bastato seguire la puntata di giovedì sera di “Markette” per vedere come la difesa di questo oscuro personaggio non riuscisse ad arrivare a nulla, negando la definizione di “tv-volgare” e parlando unicamente di tv-bella e tv-brutta, forse non cosciente che non è l’utilizzo di un vocabolario volgare a rendere un programma spazzatura, ma la cosa ancora più ridicola è stata la mossa di riportare questa discussione qualitativa sulla televisione attuale, ad un piano ideologico additando le esternazioni di Lippi come un inizio di censura alla libertà di informazione. Forse Lanza e tutti i propinatori della tanto decantata tv-trash, non hanno ancora capito che il vero giudice del loro lavoro è il pubblico, e il pubblico in questo momento ascolta Lippi poiché è l’unico che fa appello al nostro giudizio e alla nostra libertà. Libertà anche di scegliere un altro canale e forse anche di spegnere, almeno la domenica pomeriggio, la televisione.