Nude alla meta

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CulturaCattolica.it ©
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Nel corso della trasmissione, Domenica in trasmessa su RAI Uno, domenica 23 novembre, si è svolto un singolare "processo".

La farsa vedeva la conduttrice, Mara Venier, nei panni del giudice, non mancavano l'avvocato dell'accusa e quello della difesa, il tema dibattuto:

C'è troppo nudo in TV?

Le tesi sostenute dai testi della difesa e dall'accusa erano quelle ovvie e logore:

1. Una donna brava e bella non ha bisogno di ostentare le sue curve.
2. Non è vero, se una bella donna non è volgare negli atteggiamenti, il suo mostrare è artistico, vederla è un piacere che non nuoce.
3. Chi è intelligente non ha bisogno di esporre il suo corpo.

Tra i sostenitori della tesi che il nudo in televisione ha superato ogni limite c'era suor Paola, che passa le sue domeniche tra una trasmissione sportiva e una di intrattenimento, senz'altro in buona fede, con la speranza di portare una parola buona nel palinsesto.
Nessuno però è stato ad ascoltarla, quando ha parlato di pudore dei sentimenti e di rispetto per il proprio corpo, perché sono parole che hanno perso il loro significato e due battute non bastano a rammentarci di cosa si stia parlando.

Come spesso accade nella realtà, il processo è terminato con una sentenza inaspettata.
"No, in tv il nudo non è troppo".

Pare lo abbiano decretato i telespettatori mediante un sondaggio telefonico, sul quale permettetemi di avere qualche dubbio. Per il 64% dei telespettatori il nudo in tv non è troppo, solo il 29% ha detto che il nudo in televisione è troppo, (quelli che mancano a fare 100 avranno telefonato per dire chissenefrega?).

Così, con buona pace di tutti, avanti, nude alla meta.

Le nostre mattine, i nostri pomeriggi, le serate saranno sempre "allietate" da letterine, veline, vallette, ballerine disposte a tutto pur di guadagnarsi un'inquadratura, una foto in copertina, l'importante è esserci a far vedere che "oltre alle gambe c'è di più", c'è sempre tempo.

In realtà la disputa non è tra "svestito" o "vestito", ma tra l'utilità e l'inutilità di utilizzare il corpo per attirare l'attenzione dei telespettatori. Dovremmo essere stufi di essere trattati da guardoni.
Come se l'unico mezzo per attrarre la nostra attenzione sia quello di farci vedere belle figliole prosperose.