Ciao Darwin è la tv di cui abbiamo bisogno?

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Mi fanno sorridere quegli uomini con gli occhi sgranati e la bava alla bocca, davanti alla bella fanciulla che impersona “madre natura” nel collaudatissimo programma “Ciao Darwin”, qui di mutazioni genetiche non ce ne sono state, da sempre l’uomo perde senza troppi pudori il suo aplomb davanti all’esibizione delle grazie femminili.

Il programma di Canale 5, rinnova il suo grande successo, condotto magistralmente da Paolo Bonolis e Luca Laurentis, che si cimentano in gag esilaranti, rimane però un contenitore di luoghi comuni, di doppi sensi, di giochi che prima di tutto mettono in mostra le scollature e le cosce lunghe o tozze poco importa, delle concorrenti.
Se la bellezza di un programma si misura dallo share, allora non c’è storia, lo share è alto.
Se si misura dalle risate, allora non c’è storia, si ride.
Del resto anche un tizio che sbatte la faccia contro la porta chiusa fa ridere, ma non vuol dire che si tratti di una bella cosa.

Il segreto del successo di ciao Darwin, pare stia proprio in questo mettere in ridicolo le peculiarità dei concorrenti, belli o brutti, gay o etero, pupe o impegnate, che si contendono il trofeo del vincitore.
“Che male c’è, ridici sopra” dicono in molti, in fondo si tratta di un gioco, di un’occasione per distrarsi.

Però ieri sera, guardando il “gioco della seduzione”, dove una donna di pelle bianca e una di pelle nera, impersonavano due mogli intente a risvegliare gli istinti impigriti dei loro mariti (Bonolis e Laurentis) con le armi della seduzione e con uno strip tese, interpretato sulla musica di nove settimane e mezzo, mi sono chiesta se è proprio questa la tv di cui abbiamo bisogno.

E’ proprio questo modo di divertirsi che vogliamo trasmettere ai nostri figli?
Leggendo il blog di Darwin, ho visto un elenco di complimenti, suppliche perché il programma non si interrompa e un bimbo di nove anni che scriveva con l’aiuto di papà, chiedendo che lo stesso programma fosse fatto per i bambini.

Ecco, mi son detta, se questa è l’educazione, perché stupirci dei filmati su you tube che riprendono le bravate degli adolescenti?
Perché stupirsi se i ragazzi a scuola fanno i bulli?

Non sto dicendo che la colpa è della televisione, la colpa è nostra, di noi adulti, gli stessi che si stupiscono per i comportamenti dei loro bravi ragazzi.
Ma si sa, l'importante è riderci sopra.