Non è mai troppo tardi (The bucket list)

Film di Rob Reiner (2008)
Autore:
Mocchetti, Giovanni
Fonte:
CulturaCattolica.it
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“… Vedere qualcosa di veramente maestoso… fare del bene ad uno sconosciuto…”: sono solo un paio delle cose che riempiono la “bucket list“ (“la lista del capolinea”, titolo originale del film), cioè gesti che due anziani malati terminali decidono di compiere, prima che arrivi la fine della loro esistenza; Edward e Ray, sconosciuti l’un l’altro, di razza e classe sociale diverse, s’incontrano in una camera d’ospedale e decidono di portare a compimento quello che hanno sempre sognato e non hanno potuto realizzare nella loro vita.

• E’ possibile andare alle Piramidi, paracadutarsi in caduta libera, correre in motocicletta sulla Grande Muraglia e contemplare i tramonti infuocati africani, perché uno dei due è un miliardario; ma nel frattempo questi due uomini in tre mesi si conoscono, condividono un legame vero, imparando ad accettarsi vicendevolmente, insomma diventano amici. Nel frattempo, nascono e vengono poste domande dimenticate, si risvegliano inquietudini mai sopite, si riaprono ferite che sembravano cicatrizzate, si mettono in comune dolori dell’anima irrisolti: siccome non si ha più tempo da perdere e tutte le maschere sono cadute, poiché l’io ed il tu s’incontrano andando alla verità di sé, allora i due nuovi amici comprendono, a poco a poco, che la loro è una fuga dalla realtà, è un’illusione di gioia.

• Quando ad Hong Kong, Edward mette a prova la fedeltà matrimoniale di Ray tramite l’incontro con una ragazza-squillo, l’uomo di colore decide di tornare a casa da sua moglie e dai figli; non prima di aver tentato, un poco maldestramente, di realizzare una cosa della lista, pensando di rendersi utile a medicare una ferita affettiva di Edward, cioè riconciliarlo con la figlia dopo decenni di separazione.
Di fatto, questo provoca la rottura tra i due amici, fino a quando le condizioni di salute di uno dei due improvvisamente precipiteranno, e allora una delle indicazioni della lista: “...baciare la più bella ragazza del mondo...” sarà portata ad un imprevedibile e sorprendente compimento.

• Fondato sulla notevole interpretazione di Jack Nicholson e Morgan Freeman, il film di Reiner a volte rischia di scadere nella retorica sentimentale della vecchiaia, che non si rassegna al proprio destino con una “botta di vita” che renda meno amara la fine imminente; tuttavia la sceneggiatura non elude la domanda di senso sulla vita e sulla morte, su “quant’è bello il mondo e quanto è grande Dio…”; nell’affezione che Edward e Ray vivono, nell’amore straordinario che l’uno vive per il destino dell’altro, nel trovarsi insieme sulla vetta innevata della più alta montagna del mondo, finalmente in pace con se stessi e con tutto il creato, in un luogo dove “….il suono della montagna…, il suo silenzio… sembra la voce di Dio…”: ecco, dentro l’avvenimento di tale incontro, i due trovano la gioia, quella autentica, che non può finire mai.