2017 12 27 ABORTO: I MARTIRI INNOCENTI

Curatore:
don Gabriele Mangiarotti
Fonte:
www.culturacattolica.it
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La liturgia che segue il Natale celebra Santo Stefano, primo martire, testimone cosciente di Cristo, veramente “adulto” nella fede tanto da dire la verità a coloro che, sentendola, “digrignano i denti”.
Poi la liturgia celebra San Giovanni, l’adolescente, che è l’unico apostolo sotto la croce con Maria.
Ed ecco i Santi Innocenti, bambini che muoiono al posto di Gesù senza saperlo.
La chiesa li chiama martiri.

In tante prediche piene di consigli per essere più buoni, piene di indignazione per le ingiustizie del mondo e piene di richiami lacrimosi ai bambini che soffrono, ci si dimentica dei martiri innocenti che oggi possono morire ben prima dei due anni e cioè nella pancia, grazie alla tecnica che non macchia di sangue le strade ma crea piaghe incurabili nella coscienza.

Perché non se ne parla?

Perché non si vuole risvegliare le coscienze a scoprire la radice di tutte le ingiustizie, radice che affonda le radici in tutti noi, non solo negli Erode di turno.
La nostra libertà, la libertà di ogni uomo, la tanto amata libertà è ammalata.
Si chiama peccato originale.

È la follia di credere che la vita sia a nostra totale e indiscutibile disposizione. In tutto e per tutto.
Nell’aborto si vede il frutto di questa pianta (che non essendo buona non può produrre frutti buoni): poter decidere della vita di un essere umano innocente che non può difendersi. L’orrore puro.

Meglio allora fare l’elenco di tutte le ingiustizie e dare la colpa agli altri piuttosto che annunciare l’unico motivo per cui la Speranza e la Luce sono nel modo (e il mondo non le vuole accogliere):
“un bambino è nato per noi”.
Dio è l’unico che si fa uomo per noi, per morire per noi.
Nasce per noi: nessun bambino nasce con lo scopo di far felice qualcun altro.
Nasce per pagare sulla croce il mio male e liberarmi dai legami del peccato: parole antiche e vere che segnano l’unica possibilità della guarigione della libertà.

“Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla.”
Così diceva ricevendo il Nobel per la pace Madre Teresa di Calcutta, che è Santa.

Il beato Paolo VI diventerà santo per un miracolo che è appena stato riconosciuto: una donna con una gravidanza che d’un tratto si rivela impossibile e a cui viene “consigliato” l’aborto. Ma lei non cede, prega il beato e il bambino nasce e vive. E Paolo VI, il Papa dell’Humanae vitae, sarà Santo.

Il Santo Papa Giovanni Paolo II è intervenuto troppe volte sulla questione dell’aborto per poterlo citare: rimane impressionante il Regina Coeli del 10 maggio 1981, tre giorni prima dell'attentato, in cui parla in difesa della vita umana e contro l'aborto delineando che su questo punto si svela “la civiltà della morte” nella sua differenza sostanziale con “la civiltà dell’amore”.

Seguiamo la Chiesa nei suoi santi e preghiamo oggi per i bambini Martiri.