Havel. Una vita 9 - Due volte presidente - La morte di Olga
L’ultima parte del libro presenta la varietà e molteplicità di problemi che d’ora in poi il ”principe” dovette affrontare. Gli anni che seguirono furono infatti molto complessi: non mancarono disillusioni e accuse dopo la separazione, e minor fiducia accordata al presidente, ma Havel non si perse d’animo.- Autore:
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Presidente nel ’93
Pochi mesi dopo, il 26 gennaio del ‘93 Havel venne nominato primo Presidente questa volta della Repubblica Ceca con una Costituzione un Parlamento e un Senato. Era iniziata l’era della democrazia parlamentare e capo del governo era Klaus, spesso in contrasto con Havel.
L’ultima parte del libro presenta la varietà e molteplicità di problemi che d’ora in poi il ”principe” dovette affrontare. Gli anni che seguirono furono infatti molto complessi: non mancarono disillusioni e accuse dopo la separazione, e minor fiducia accordata al presidente, ma Havel non si perse d’animo. Dopo la disgregazione della Jugoslavia, dell’Unione Sovietica, e della Cecoslovacchia, erano nati nuovi Stati e i cambiamenti si succedevano in modo impetuoso. Havel cercò sempre di muoversi opponendosi al male, ovunque venisse commesso, ma non negò il suo sostegno a favore degli interventi anti-Saddam a difesa del Kuwait e nella ex-Jugoslavia, per evitare inutili atrocità e a quelli del 1999 nel conflitto armato che aveva visto l'intervento di diverse forze internazionali in protezione della componente albanese del Kosovo, presa di mira dal governo centrale di Belgrado, perché, “credeva nella non praticabilità della pacificazione di fronte al male” (Havel. Una vita, pag. 556). E anche questo gli attirò forti critiche.
Olga
Nel gennaio 1996, dopo una lunga malattia, era venuta a mancare la moglie Olga, amatissima da Vaclav come sua compagna di vita e di decisioni per 40 anni, e in patria dal popolo ceco, che ben la conosceva.
Ma Havel non resistette a lungo da solo. Aveva conosciuto nel 1989 Dagmar Veskrnova,attrice televisiva e di teatro, che gli era stata vicina negli anni successivi che furono complessi e difficili anche perché dovette curarsi di un tumore ai polmoni e la presenza di Dagmar in casa era stata fondamentale per assisterlo e intervenire quando necessario. Le sue interminabili innumerevoli polmoniti erano da far risalire al trasferimento nel 1990 al carcere di Hermanice, dove non era stato curato bene. Decise di sposarla nel 1997, accettando le critiche di chi gli rimproverava di aver lasciato passare troppo poco tempo dalla morte di Olga e di aver portato al castello un’”intrusa” che aveva cercato di imporsi in modo poco discreto se non talvolta impertinente. “La posizione di Dasa fu più difficile, per diverse ragioni e non solamente perché fu la seconda moglie. Olga infatti era stata da sempre al mio fianco e tutti i miei collaboratori o addirittura l'intero Stato era come se si fosse sposato con noi. Con Dasa era accaduto il contrario”. E col tempo non tutte le difficoltà soprattutto da parte della stampa si risolsero.
‘98 Presidente
Il 20 gennaio 1998, il Parlamento lo elesse nuovamente presidente della Repubblica per la sua dedizione al paese e indiscussa autorità morale e sarebbe rimasto in carica fino al 2003.
Le sue condizioni di salute sembravano essere migliorate, dopo vari ricoveri in ospedale, anche se rappresentarono un problema nel corso dei mesi successivi. Così Havel commentò la rinomina avvenuta per la maggioranza di un solo voto al secondo turno: ”Considerai dunque come acquisito il fatto di continuare ad essere presidente, a lavorare per ciò che è positivo e ad impedire ciò che è negativo" (Un uomo al castello, pag. 224)
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