Assegnazione plessi
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Domanda
Salve Prof. Incampo,
sono una docente neoimmessa in ruolo, attualmente in anno di prova, con cattedra articolata su tre istituti comprensivi.
Le scrivo per sottoporLe una richiesta di parere sindacale in merito alle modalità di assegnazione dei plessi adottate in uno degli istituti presso cui presto servizio.
L’istituto in questione è organizzato su numerosi plessi, uno dei quali risulta particolarmente distante dal centro abitato e collocato in area rurale, con evidenti criticità logistiche, soprattutto per chi non è automunito o ha esigenze personali specifiche.
L’assegnazione delle sedi è avvenuta consentendo a due docenti con incarico annuale, presenti nell’istituto da più anni ma non di ruolo, di mantenere il medesimo plesso degli anni precedenti; a me, unica docente di ruolo attualmente in servizio nell’istituto, è stato invece assegnato il plesso più distante e maggiormente disagiato.
Preciso inoltre che i colleghi incaricati prestano servizio esclusivamente in questo istituto, mentre la mia cattedra è già complessa e distribuita su più istituzioni scolastiche. Proprio per tale motivo, avevo espressamente rappresentato l’esigenza di essere assegnata a un plesso ubicato in città, al fine di poter raggiungere più agevolmente le altre scuole di servizio e garantire una gestione sostenibile degli spostamenti. Tale richiesta non risulta tuttavia essere stata presa in considerazione.
Uno dei colleghi ha motivato tale scelta richiamando il principio della “continuità didattica”, applicato tuttavia a personale non di ruolo e in assenza di criteri formalizzati, deliberati o condivisi. In qualità di docente con pluriennale esperienza anche come supplente, ho sempre riscontrato una prassi opposta, secondo cui la priorità nella scelta dei plessi veniva riconosciuta ai docenti di ruolo, anche in presenza di personale a tempo determinato con maggiore anzianità di servizio nella sede.
Alla luce di quanto sopra, mi chiedo se la procedura adottata possa ritenersi corretta, considerando anche la mia condizione di docente in anno di prova e la complessità organizzativa della cattedra assegnata.
In particolare, Le chiedo cortesemente:
se l’assegnazione effettuata rispetti la normativa vigente e le corrette prassi contrattuali;
se, in qualità di docente di ruolo, seppur in anno di prova, avessi titolo a una precedenza nell’assegnazione del plesso rispetto a docenti con incarico annuale;
se sia possibile intervenire, almeno per gli anni successivi, affinché vengano definiti criteri chiari, equi e trasparenti per l’assegnazione delle sedi.
Aggiungo infine, con una certa preoccupazione, di aver appreso informalmente che una docente con incarico annuale stia già discutendo e ipotizzando l’assegnazione del proprio plesso per il prossimo anno scolastico. Qualora tale circostanza fosse confermata, riterrei ancora più urgente la definizione di criteri condivisi e rispettosi delle diverse posizioni giuridiche del personale.
La ringrazio fin d’ora per l’attenzione e per il supporto che vorrà offrirmi.
Cordiali saluti.
Risposta
I plessi vengono assegnati dal DS.
Inoltre ti ricordo che con il ruolo non acquisisci nessun diritto di preferenza.
