Passare da 18 ore a 17

Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Domande e Risposte"

Domanda



Buongiorno prof.Incampo,
le sottopongo un quesito. Sono un IdR stabilizzato con ricostruzione di carriera. Nella mia scuola il prossimo anno rischiamo di perdere una classe per cui le ore sarebbero 17 e io dovrei completare in un altro istituto. Io resterei volentieri anche con 17 ore, ma la mia responsabile diocesana me lo sconsiglia perchè si bloccherebbe in tal modo la mia carriera (anche se non ho capito a che livello).
Me lo conferma? In che cosa potrei rimetterci?
Grazie per quello che fa per noi.

Risposta



La Circolare Ministeriale numero 2 del 3 gennaio 2001 tra l’altro recita: “Ove vengano a cessare le condizioni che hanno dato luogo al diritto del riconoscimento alla progressione di carriera gli interessati hanno diritto all'attribuzione di aumenti biennali, in ragione del 2,50% della posizione stipendiale iniziale per ogni biennio di servizio.”
Questo significa che resterai nel gradone dove stavi l’anno scorso e continuerai a prendere gli scatti biennali fino a quando non riavrai le 18 ore settimanali.
Il discorso cambia e cambia di parecchio per quanto riguarda le ferie i permessi e le assenze, perché il comma 1 dell’articolo 25 del CCNL 1995 afferma che “A1 personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all'art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982, n. 270, si applicano le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi.”
Questo significa che solo chi ha 18 ore verrà equiparato, per quanto riguarda le ferie i permessi e le assenze, al personale a tempo indeterminato, perdendo le 18 ore, perdi tale beneficio.
Per completezza chiarisco meglio la situazione delle ferie, dei permessi e delle assenze degli insegnanti di religione cattolica.
Il comma 1 e il comma 6 dell’art. 25 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) si occupano delle assenze, dei permessi e delle ferie degli insegnanti di religione cattolica.
Il comma 1 recita testualmente: “Al personale di cui all’art. 3, comma 6, del DPR 399/88 si applicano le disposizioni in materia di ferie, permessi e assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato”.
Questo significa che per gli insegnanti di religione cattolica che hanno almeno quattro anni di servizio, il titolo di specializzazione previsto dall’intesa e orario cattedra, cioè 18 ore nella scuola media e 22+2 nella scuola materna, le assenze per malattia, i permessi e le ferie, vengono individuati dagli articoli compresi dal numero 19 al numero 23 del CCNL, vale a dire come gli insegnanti a tempo indeterminato
Possiamo così sintetizzare:
18 mesi di assenze per malattia, in un triennio, con trattamento economico intero nei primi nove mesi, ridotto al 90 % nei tre mesi successivi e ridotto al 50 % per gli altri sei mesi; ulteriori 18 mesi di assenza per particolari malattie gravi.
Degli insegnanti di religione cattolica che non hanno 18 ore, o non hanno il titolo previsto dall’intesa, o non hanno quattro anni di anzianità, si occupa il comma 6 che recita testualmente ”Il personale docente assunto con contratto di incarico annuale per l’insegnamento della religione cattolica, secondo la disciplina di cui all’art. 309 del D. L.vo n. 297 del 1994 e che non si trovi nelle condizioni previste dall’art. 3 comma 6 del DPR 399/88, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a nove mesi in un triennio scolastico, con la retribuzione calcolata con le modalità di cui al comma 4”
Possiamo così sintetizzare la situazione di un insegnate che non ha orario completo:
9 mesi di assenze per malattia in un triennio, e all’interno di ciascun anno scolastico verranno così retribuiti: il primo mese al 100 %, secondo e terzo mese al 50 %, “nessuna retribuzione” per il restante semestre.
Quest’ultimo comma, cioè il 6, si estende anche ai supplementi annuali (gli insegnanti di religione senza titolo di qualificazione professionale), a partire dal secondo anno di servizio continuativo.