Aspettativa

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Domanda



Gent.mo Prof. Incampo,
sono ***, un docente di religione pugliese ma attualmente nell'arcidiocesi di ***. Le scrivo per avere il Suo prezioso consiglio perché determinati miei dubbi possano essere sciolti.
Quest'anno ho richiesto la ricostruzione di carriera. Da questo link che Le invio risulta che la mia domanda è stata protocollata ed ha ricevuto il visto.
Il mio sogno è quello di conseguire il dottorato in scienze patristiche presso l'Augustinianum di Roma ma ovviamente ho da conciliare la cosa con il lavoro. Dunque Le chiedo:
1) Nella mia attuale condizione posso chiedere un'aspettativa retribuita per motivi di studio?
2) Tale aspettativa può durare quanto l'intero periodo di dottorato (due anni)?
3) Una volta presa, potrò fare in futuro una nuova richiesta di aspettativa per un dottorato di ricerca in un'università statale, considerando il fatto che l'Augustinianum è un istituto pontificio?
4) Se usufruisco di tale aspettativa, una volta conseguito il dottorato, sarò poi vincolato a rientrare nella scuola in cui mi è stata concessa? Se sì, per quanti anni? Ed esiste il modo per potersi svincolare ed insegnare in un'altra scuola?
La ringrazio davvero di cuore per l'attenzione che mi concede!

Risposta



Per prima cosa chiariamo che l’aspettativa per motivi di studio può essere richiesta senza soluzione di continuità o per periodi frazionati.
L’aspettativa non può avere una durata superiore a 12 mesi.
Ti ricordo che se fruita per periodi frazionati o spezzettati, l’aspettativa non può superare in ogni caso, nell’arco temporale di un quinquennio, la durata massima di due anni e mezzo cioè di 30 mesi.
Naturalmente l’aspettativa è non retribuita.