Passaggio di ruolo

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Domanda



Buongiorno Prof. Incampo,
Mi perdoni per il disturbo ma ho la necessità di un Suo autorevole parere/consiglio su una questione che mi sta particolarmente a cuore.
Sono un'ex docente di Religione Cattolica immessa in ruolo, nell'anno scolastico 2005/2006, nella scuola primaria, in seguito a superamento di Concorso riservato per IdR. Grazie a tale immissione in ruolo, nel 2010, ottenni una ricostruzione di carriera con inquadramento nei ruoli degli IdR.
Il 1 settembre 2011 ottenni l'immissione in ruolo su posto comune, sempre nella scuola primaria (classe di concorso:EEEE), in seguito a superamento di Concorso ordinario, ma con retrodatazione giuridica all'anno scolastico 2010/2011.
Dopo il superamento dell'anno di prova, inoltrai (nel dicembre 2012) un'ulteriore richiesta di ricostruzione di carriera, che a tutt'oggi non è stata evasa.
Nonostante i molteplici tentativi della segreteria dell'Istituto dove insegno, e malgrado i miei solleciti, il portale Sidi non accoglie la richiesta di ricostruzione di carriera, probabilmente poiché non contempla il "passaggio" dal ruolo degli Idr a quello ordinario. Esistono casi analoghi al mio?
Come si può ovviare a tale problema? Sto rischiando la prescrizione? Esiste una normativa a cui la segreteria della scuola possa attenersi/rifarsi per cercare di dirimere la situazione? Attualmente risulto ancora inquadrata nel ruolo degli Idr; secondo Lei, dovrò e eventualmente restituire delle somme di denaro?
La ringrazio per la disponibilità, e mi scuso per le numerevoli domande.
Cordialmente.

Risposta



I commi 3 e 4 dell’articolo 12 del DPR numero 1079 del 29 dicembre 1970 così recitano: “Con effetto dal 1 luglio 1970, nei casi di passaggio di carriera di cui all’articolo 202 del TU approvato con DPR 10 gennaio 1957, numero 3, e dalle altre analoghe disposizioni, al personale con stipendio, paga o retribuzione, superiore a quello spettante nella nuova qualifica o grado o categoria sono attribuiti, in luogo dell’assegno personale già previsto, gli aumenti periodici necessari per assicurare uno stipendio, paga o retribuzione di importo pari o immediatamente superiore a quello in godimento all’atto del passaggio.
Con effetto dal 1 luglio 1970, l’importo ancora in godimento dell’assegno personale previsto dalle norme richiamate nel precedente comma, è riassorbito soltanto per l’attribuzione di successive classi di stipendio, per proporzione e per passaggio di carriera ed è considerato, negli stessi casi, in aggiunta allo stipendio, ai fini di quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 1 e del precedente comma del presente articolo.
La legge 312 dell’11 luglio 1980, in modo particolare l’articolo 52, e la Circolare Ministeriale numero 366 del 29 dicembre 1983 non hanno mai escluso da questo beneficio gli insegnanti di religione cattolica.