Attività e non materia

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Domanda



Gentilissimo professor Incampo, quest'anno l'ufficio scuola della diocesi mi ha assegnato in un Istituto Comprensivo dove la Dirigente in accordo con la docente "storica" di Religione dell'Istituto, hanno concordato come alternativa all'irc per gli alunni che non si avvalgono, il potenziamento di italiano e matematica in classi parallele (nella primaria) o lo strumento musicale (nella secondaria di primo grado).
Quando ho detto alla collega di Religione che non "funzionava" così... Lei ha detto che l'autonomia scolastica lo permetteva. Io le ho risposto che l'istituto in oggetto non era una Repubblica indipendente dentro lo stato italiano, e che una delibera del collegio docenti non poteva superare una legge italiana ... Sono stata guardata con un certo biasimo e disprezzo. E mi è stato detto di tacere per non inimicarmi la dirigente. Sopratutto se volevo ancora lavorare lì e non finire chissà dove il prossimo anno.
Che dire? Mi sono stata zitta.
Non c'è nessun controllo ... E i genitori ovviamente gradiscono il potenziamento di italiano o matematica, e alla secondaria di primo grado lezioni di strumento musicale... gratuite!!!!
Questa Dirigente e la collega di Religione hanno torto o ragione? L'autonomia scolastica permette il superamento di leggi a tutela di chi sceglie l'alternativa? Non è una discriminazione inversa questa iniziativa della ds verso chi sceglie invece la Religione Cattolica?
Grazie infinite per il suo aiuto a noi insegnanti di Religione nella giungla dei diritti e dei doveri sempre più impervi.

Risposta



La DS e la collega hanno torto sicuramente, perché in alternativa all’IRC si potrebbe svolgere un’attività e non una disciplina.
Io ti consiglierei di avvisare l’Ordinario diocesano.