Abito con mia moglie in una zona rurale

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Gentile dott. Incampo, intanto grazie per la sua grande disponibilità! Avrei un quesito da porle: sono un insegnante di Irc con in carico da 9 anni e ricostruzione già completata da tre anni ormai. Probabilmente fra alcune ore diventerò papà per la terza volta. Abito con mia moglie in una zona rurale e pressoché disabitata e mi preoccupavo che almeno nei primi giorni dopo il parto potessi essergli di sostegno e aiuto per le cose più elementari e per badare ai nostri piccoli pargoli che anno 5 e 2 anni. Mi chiedevo se oltre ai tre giorni per motivi di famiglia ci siano altri permessi retribuiti ai quali poter ricorrere. Sa, siamo famiglia monoreddito, con mutuo e altro... potrebbe indirizzarmi perchè la mia segreteria mi ha detto che ho diritto solo a quelli... dopo di che dovrò fare affidamento solo a permessi senza retribuzione.
La ringrazio per la cortesia che vorrà mostrarmi nel rispondere.
Buon lavoro.

Risposta


L’astensione facoltativa ha una durata massima complessiva di 11 mesi fino al compimento di otto anni del bambino per entrambi i genitori.
Entro il terzo anno di vita del bambino, entrambi i genitori possono fruire di sei mesi cumulativamente, con retribuzione intera solo per il primo mese, la restante parte viene retribuita al 30% senza alcun limite di reddito.
Questo significa che le assenze dei due genitori devono essere alternative e non superare il tetto stabilito dalla norma.
I restanti 5 mesi possono essere fruiti entro l’ottavo anno di vita del bambino, senza alcuna retribuzione o al 30% nell’osservanza dei limiti di reddito imposto dalla normativa.
Tanto prevede la legge numero 53 dell’8 marzo 2000, per tutti i lavoratori subordinati.
Per completezza aggiungo che con i commi da 24 a 26 dell’articolo 4 della legge numero 92 del 2012 sono stabilite misure sperimentali in favore della maternità e paternità: “Al fine di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di un giorno.
Inoltre è previsto che “entro il medesimo periodo (di cinque mesi), il padre lavoratore dipendente può astenersi per un ulteriore periodo di due giorni, anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima”.