La preside sembra essere confusa

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Gent.mo prof. Incampo,
insegno IRC presso una scuola primaria, quest'anno anno è cambiata la preside d'istituto, la quale sembra essere "confusa" sull'insegnamento della RC. Oltre a suggerirmi di fare lezione, come se fossimo al catechismo in parrocchia, proponeva una valutazione tutta sua, per la mia disciplina e soprattutto sottolineava che il mio voto non fa media, marcando quindi sul poco senso della mia valutazione. Mi potrebbe suggerire una griglia di valutazione per la primaria con precisi riferimenti e cosa poter eventualmente suggerire alla preside per "schiarirsi" le idee?
Ringraziandola fin d'ora, resto in attesa di sua gradita risposta.

Risposta


Il catechismo orienta le scelte di fede della persona, l'IRC ha il compito di ampliare la conoscenza della persona, per renderla capace di porsi verso la realtà in modo consapevole e, dato che la storia e i valori del nostro paese sono profondamente intrecciati con la religione cattolica, si rende necessaria la conoscenza dei contenuti e della sua storia.
Questo significa che anche un non-cristiano, un non-cattolico può tranquillamente frequentare l'ora di religione nelle scuole, dato il suo obiettivo di non-orientamento della scelta di fede (pur senza escludere un'adesione alla fede cattolica scaturita, oltre che dalla grazia, da un confronto con i contenuti della fede).
La differenza tra le due realtà, catechesi e IRC, non sono perciò tanto nei contenuti, quanto nelle finalità differenti, essendo la prima - come detto – orientata verso una scelta di fede e la seconda una conoscenza di quei valori che “fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano” (Cfr. legge 121/85).
Quanto poi alla griglia di valutazione ti ricordo che l’insegnante di religione cattolica dovrà esprimere il giudizio per l’«interesse» e il «profitto» di ogni studente avvalentesi per l’IRC.
Ecco una tabella:
LIVELLO DI CONOSCENZA LIVELLO DI ABILITÀ VOTO AGGETTIVO SIGLA
L’allievo non ha nessuna conoscenza degli argomenti. L’allievo non ha conseguito le abilità richieste. 1, 2, 3, SCARSO SC
L’allievo conosce frammentariamente i contenuti della disciplina. L’allievo ha conseguito le abilità richieste in modo limitato, incerto e scorretto. 4, INSUFFICIENTE INS
L’allievo conosce superficialmente e con lievi lacune i contenuti della disciplina. L’allievo ha conseguito qualche abilità utilizzata con incertezza. 5 MEDIOCRE MED
L’allievo conosce in maniera completa ma non approfondita i contenuti della disciplina. L’allievo ha conseguito abilità nel risolvere problemi semplici. 6 SUFFICIENTE SUF
L’allievo conosce e comprende quando appreso. L’allievo dimostra abilità nelle procedure con qualche imprecisione. 7 DISCRETO DISC
L’allievo conosce, comprende, applica e padroneggia tutti gli argomenti senza errori. L’allievo organizza autonomamente le conoscenze in situazioni nuove. 8 BUONO BUO
L’allievo conosce, comprende, applica e padroneggia tutti gli argomenti senza errori e con sicurezza. L’allievo dimostra di saper cogliere il filo conduttore e i contenuti impliciti nel confronto. 9 OTTIMO OTT
L’allievo conosce, comprende, applica e padroneggia tutti gli argomenti senza errori con sicurezza e con notevole capacità critico-dialogica ovvero con sintesi e valutazioni autonome. L’allievo analizza e valuta criticamente contenuti e procedure. Usa la microlingua in modo attento e corretto. 10 ECCELLENTE ECC
Per quanto concerne la modalità di espressione della valutazione nell’insegnamento della religione cattolica, il Decreto Legge n. 137 del 1 settembre 2008 del Ministro Gelmini all'articolo 3 comma 4 e) così recita:
"è altresì abrogata ogni altra disposizione incompatibile con la valutazione del rendimento scolastico mediante l'attribuzione di voto numerico espresso in decimi".
Il Decreto in questione non fa altro che riportare la situazione della valutazione degli alunni alla normativa vigente prima della Legge 517/77. E questo riguardava tutte le discipline tranne la religione cattolica.
In altri termini, il Decreto reintroduce, in tutti i gradi dell’istruzione, la valutazione numerica. Questo non significa che ci sarà la possibilità di introdurre i voti anche per religione.
Infatti, affinché la disciplina Religione Cattolica valuti in decimi e non in aggettivi, è necessario che il legislatore abroghi l’articolo 4 della legge n. 824 del 5 giugno 1930.
A tutt’oggi, il predetto Decreto non ritiene abrogato l’articolo 4 della Legge n. 824 del 5 giugno 1930 che regolamenta la valutazione dell’Insegnamento della religione cattolica.
In definitiva, l’insegnamento della Religione Cattolica, con i relativi programmi e valutazione, è regolato da leggi concordatarie per cui si ritiene che la valutazione dell’IRC continuerà ad essere espressa in aggettivi, a meno che il MIUR non intenda intervenire anche sulla valutazione espressa dall’IdR con apposito chiarimento.
LA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO DEGLI STUDENTI (O CONDOTTA)
Il comma n. 3 dell’art. 2 del Decreto Legge numero 137 del 1 settembre 2008 recita così:
«La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo».
Il comma n. 3 dell’art. 2 del Decreto Legge numero 137 del 1 settembre 2008 recita così:
«La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo».
Questo significa che il voto in condotta concorrerà alla valutazione complessiva dell’alunno.