Sono un ex dirigente scolastico

Fonte:
CulturaCattolica.it ©
Vai a "Domande e Risposte"

Domanda


Sono un ex dirigente scolastico che collaboro con l’ufficio scuola dell’Arcidiocesi di ***, poiché sto riordinando la raccolta di normativa riguardante l’Insegnamento della Religione Cattolica, avrei bisogno, se possibile, della sua cortese collaborazione.
Quando ero in servizio ricordo di aver letto delle disposizioni normative che non riesco a trovare, mi interessano in particolare:
1) la C.M. n° 177 del 13/06/1986;
2) la C.M. n° 174 del 2001;
3) la sentenza della corte costituzionale n° 290 del 1992.
Ricordo, inoltre, e mi dispiace di non poter essere più esaustivo, che nella C.M. 187 del 23/06/1986 si fa cenno a due ore di R.C. nelle Scuole materne pubbliche e gestite da Enti pubblici; ma ci fu una disposizione ministeriale successiva che indicava il monte ore annuo complessivo,con possibilità da parte del Collegio dei docenti di ripartirlo settimanalmente o accorparlo in momenti salienti dell’anno. Da questa circolare è scaturita la possibilità per i Collegi dei docenti di ripartire il monte ore complessivo nella maniera che si riteneva meglio rispondente alle esigenze organizzative dell’istituzione scolastica. Di qui è scaturita la possibilità di ripartire nella maniera più razionale il monte ore in 90 minuti settimanali per sezione. (Questa disposizione mi sta particolarmente a cuore).
Immagino di arrecarLe del fastidio e me ne scuso, ma Le sarei molto grato se riuscisse a soddisfare questa mia esigenza professionale.
La ringrazio infinitamente, Le auguro un Natale sereno ed un Nuovo Anno ricco di soddisfazioni.

Risposta


Ecco la Circolare Ministeriale numero 177 del 13.6.1986 che ha per oggetto: “Applicazione della legge 281/86: iscrizioni e scelta dell’Irc nella scuola superiore.”
Si fa seguito alle circolari già emanate e, in particolare, all’ultima recante la data del 3 maggio 1986 - n. 131 (protocollo n. 59405/ 1619/FL) - con cui sono state fornite indicazioni circa l’esercizio del diritto di scelta se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica, per informare le SS.LL. della definitiva approvazione del disegno di legge che detta norma in materia di capacità riguardo alle scelte scolastiche ed alle iscrizioni negli istituti medesimi.
Al fine di consentire la sollecita applicazione della nuova disciplina e di coordinare i relativi adempimenti con i tempi tecnici richiesti dal tempestivo avvio del prossimo anno scolastico, appare necessario impartire le seguenti istruzioni integrative o modificative delle indicazioni già fornite con le precedenti circolari.
Il citato provvedimento legislativo prevede che gli studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica esercitino personalmente, all’atto della iscrizione, a richiesta dell’autorità scolastica, il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica; in relazione poi a quanto potrà essere stabilito da eventuali intese con altre confessioni, prevede che sia altresì esercitato personalmente dagli studenti il diritto di scegliere lo specifico insegnamento religioso.
Parimenti gli studenti che abbiano scelto di non avvalersi di alcun insegnamento religioso eserciteranno personalmente il diritto di scelta in ordine agli insegnamenti opzionali ed alle altre attività culturali e formative.
Altra innovazione introdotta dal provvedimento riguarda le iscrizioni, per le quali la domanda va prodotta per tutte le successive classi della scuola secondaria superiore e non soltanto per quella iniziale. Tale domanda, per gli studenti minori di età è sottoscritta, per ogni anno scolastico, da uno dei genitori o da chi ne esercita la potestà; ciò, secondo quanto precisa esplicitamente il legislatore, nell’adempimento della responsabilità educativa di cui all’art. 147 del Codice civile.
Il sistema che cosi viene disegnato è pertanto il seguente:
- i moduli relativi alla scelta se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica debbono essere sottoscritti soltanto dagli studenti; analogamente debbono essere espresse personalmente dagli studenti le scelte relative agli insegnamenti opzionali ed alle altre attività;
- per la domanda di iscrizione il legislatore distingue invece a seconda che gli studenti siano minori o maggiori di età; nella prima ipotesi - e cioè quando si tratti di studenti di minore età - la domanda di iscrizione deve essere sottoscritta solo da uno dei genitori o da chi ne esercita la potestà; nella seconda ipotesi, la domanda è sottoscritta solo dallo studente.
In conformità a quanto sopra debbono intendersi modificati i punti correlativi della citata circolare n. 131 del 3 maggio 1986 (secondo periodo delle premesse recate dall’allegato A e nota alla firma da apporre al modulo descritto dall’allegato stesso, nonché istruzioni relative alle iscrizioni di ufficio, che, come si è già detto, sono ormai abolite dalle nuove norme di legge, secondo le quali l’iscrizione è sempre a domanda).
Si pregano le SS.LL. di portare immediatamente a conoscenza degli istituti interessati le istruzioni della presente circolare.

Ecco la Circolare Ministeriale numero 174 del 14 dicembre 2001, Prot. n. 21406 che ha per Oggetto: Iscrizione alle classi delle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2002/2003. Domande di ammissione agli esami per l'anno scolastico 2001/2002
Iscrizioni alle classi per l'anno scolastico 2002/2003
Nel confermare le indicazioni procedurali contenute nella circolare ministeriale n. 3 del 5 gennaio 2001, con le precisazioni di cui alla circolare ministeriale prot. n. 288 del 15 gennaio 2001 relative agli istituti comprensivi, si comunica che le iscrizioni alla scuola dell'infanzia e alle classi iniziali della scuola elementare, della scuola media e della scuola secondaria superiore vanno effettuate entro il 10 gennaio 2002.
Si precisa, peraltro, relativamente all'obbligo formativo ed al modello da utilizzare per la comunicazione delle scelte effettuate dagli studenti, che restano ferme le eventuali ulteriori informazioni che gli Uffici scolastici regionali, d'intesa con i competenti Uffici della regione o degli enti locali da essa delegati, vorranno impartire in materia, anche con riferimento allo stato di attuazione dei servizi per l'impiego.
Si confermano altresì i richiami alle disposizioni normative elencate nel paragrafo "altri adempimenti collegati alle iscrizioni", ivi comprese le circolari ministeriali n. 489 del 22 dicembre 1998 e n. 6 del 16 gennaio 1999, con le quali è stato fornito alle scuole un fac-simile di modulistica relativa alle iscrizioni.
Circa tale modulistica, si richiama l'attenzione sulla modifica apportata al modello D, con la quale viene chiarito che la scelta di avvalersi o meno dell'insegnamento della Religione cattolica ha effetto non solo per l'intero anno scolastico cui si riferisce, ma anche per i successivi anni di corso, nei casi in cui sia prevista l'iscrizione d'ufficio, compresi quindi gli istituti comprensivi, ferma restando la possibilità di modificare la scelta compiuta l'anno precedente.
Il suddetto termine del 10 gennaio deve intendersi riferito anche agli alunni che desiderino frequentare i corsi di scuola media a indirizzo musicale ricondotti ad ordinamento con decreto ministeriale del 6 agosto 1999. Le relative prove attitudinali dovranno essere attivate dai dirigenti scolastici delle scuole medie interessate e svolgersi improrogabilmente dal 12 al 17 gennaio. Per gli alunni che non abbiano superato le prove attitudinali di cui sopra e desiderino iscriversi ad altra scuola media, il termine è fissato al 25 gennaio 2002.
Si comunica, altresì, che è fissato al 31 maggio 2002 il termine per l'iscrizione ai corsi per adulti finalizzati all'alfabetizzazione culturale, ai corsi di scuola media per adulti (150 ore), ai corsi per adulti presso gli istituti di istruzione secondaria superiore, nonché ai corsi aventi ad oggetto l'attuazione di progetti di sperimentazione finalizzati a favorire il rientro degli adulti nel Sistema formativo. Il termine del 31 maggio non è applicabile, ovviamente, ai fini dell'ammissione ai corsi di carattere modulare, non rientrati nell'offerta formativa libera e non curricolare delle singole istituzioni scolastiche.
Si segnala ai Direttori Generali degli Uffici scolastici regionali l'opportunità di adottare ogni iniziativa utile al fine di dare ma massima pubblicità alla necessità che le iscrizioni ai corsi di cui sopra avvengano entro il termine del 31 maggio.
Iscrizione agli esami del corrente anno scolastico 2001/2002
I termini di presentazione delle domande di ammissione agli esami sono i seguenti:
– per i candidati esterni agli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d'istruzione secondaria superiore è già stato precisato, con circolare ministeriale 22/11/2000, n. 261, che il termine per la presentazione della relativa domanda era il 30 novembre 2001, come confermato dalla C.M. n. 164 del 2 dicembre 2001, con la quale, peraltro, è stata fatta riserva di dettare eventuali ulteriori disposizioni in relazione all'emanazione della Legge Finanziaria per l'anno 2002.
Eventuali domande tardive sono prese in considerazione dai Direttori Generali degli Uffici scolastici regionali, limitatamente a casi di gravi e documentati motivi, sempre che pervengano entro il 31 gennaio 2002, limitatamente a coloro che cessano la frequenza dell'ultimo anno di corso dopo il 31 gennaio e prima del 15 marzo, il predetto termine è differito al 20 marzo;
– 25 gennaio 2002, per i candidati esterni agli esami di qualsiasi tipo, esclusi quelli di Stato conclusivi dei corsi di istruzione secondaria superiore;
– 20 marzo 2002, per gli alunni interni che, cessando la frequenza delle lezioni prima del 15 marzo, intendono sostenere esami in qualità di candidati esterni.
Gli alunni interni dell'ultima classe, che non cessano la frequenza prima del 15 marzo, non devono presentare la domanda per sostenere l'esame conclusivo, fermo restando l'obbligo del pagamento della tassa d'esame da soddisfare prima del termine delle lezioni.
Devono, invece, produrre domanda di partecipazione agli esami, entro il 31 gennaio, gli alunni delle penultime classi che intendono sostenere l'esame di Stato con abbreviazione del corso di studi per merito o obblighi di leva.
Le scuole e gli istituti d'istruzione secondaria superiore statali, paritari, pareggiati e legalmente riconosciuti sono autorizzati ad accettare anticipatamente le domande per sostenere esami di idoneità all'ultimo e penultimo anno da parte dei candidati soggetti agli obblighi di leva frequentanti corsi di istruzione secondaria superiore che si svolgono in istituti privati con presa d'atto.”
Eccoti infine la Sentenza numero 290 del 1992 (Corasaniti; Casavola): Insegnamento della religione cattolica - collocazione oraria (art. 9, n. 2, della legge 25 marzo 1985, n. 121):
Lo stato di non obbligo per i non avvalentisi dell'insegnamento di religione cattolica vale a separare il momento dell'interrogazione di coscienza sulla scelta di libertà di religione o dalla religione, da quello delle libere richieste individuali alla organizzazione scolastica, sicché non hanno rapporto con la libertà religiosa le modalità di impegno o disimpegno scolastico connesse all'organizzazione interna della scuola. Pertanto gli inconvenienti di fatto lamentati - con particolare riferimento alla scuola elementare o dell'obbligo - per i non avvalentisi (inserimento di una didattica facoltativa nel normale orario di lezioni e, quindi, anche in ore intercalari, con conseguente possibile temporaneo allontanamento del minore dall'istituto scolastico) sono privi di rilievo costituzionale.
L'art. 34, comma secondo, Cost. statuisce nella disposizione e nella norma "obbligatorietà e gratuità" della frequenza scolastica nell'istruzione inferiore, da cui non è desumibile la figura reciproca del diritto soggettivo ad una prestazione oraria determinata di dati insegnamenti. Pertanto i problemi prospettati con particolare riferimento alla scuola elementare o dell'obbligo riguardo all'inserimento dell'insegnamento di religione cattolica nelle ore intercalari, con conseguente possibile temporaneo allontanamento dei minori non avvalentisi dall'istituto scolastico e successivo rientro, attenendo alla organizzazione didattica della scuola, e versando interamente in profili amministrativi, non riguardano il giudice della costituzionalità.

LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: dott. Aldo CORASANITI;
Giudici: prof. Giuseppe BORZELLINO, dott. Francesco GRECO, prof. Gabriele PESCATORE, avv. Ugo SPAGNOLI, prof. Francesco Paolo CASAVOLA, prof. Antonio BALDASSARRE, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv. Mauro FERRI , prof. Luigi MENGONI, prof. Enzo CHELI, dott. Renato GRANATA, prof. Giuliano VASSALLI, prof. Francesco GUIZZI, prof. Cesare MIRABELLI;
ha pronunciato la seguente
Sentenza
nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 9, numero 2, della legge 25 marzo 1985, n. 121 (Ratifica ed esecuzione dell'accordo, con Protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede), e del punto 5, lett. b), numero 2, del relativo Protocollo addizionale, promosso con ordinanza emessa il 13 maggio 1991 dal Pretore di Trani, sezione distaccata di Canosa di Puglia, sul ricorso ex art. 700 del codice di procedura civile, proposto da Stillavato Carmine ed altri, in proprio e nella qualità di genitori esercenti la potestà nei confronti dei figli minori, contro la Scuola elementare "Pietrocola" del Circolo didattico di Minervino Murge ed altro, iscritta al n. 502 del registro ordinanze 1991 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 33, prima serie speciale, dell'anno 1991.
Visto l'atto di costituzione di Stillavato Carmine ed altri, nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
udito nell'udienza pubblica del 5 maggio 1992 il Giudice relatore Francesco Paolo Casavola;
uditi gli avvocati Carlo Mezzanotte e Corrado Mauceri per Stillavato Carmine ed altri, e l'Avvocato dello Stato Antonio Palatiello per il Presidente del Consiglio dei ministri.
(...)
Considerato in diritto
1. -- Il Pretore di Trani, sezione distaccata di Canosa di Puglia, con ordinanza del 13 maggio 1991 (R.O. n. 502 del 1991), solleva, in riferimento agli artt. 2, 3 e 19 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, numero 2, della legge 25 marzo 1985, n. 121 (Ratifica ed esecuzione dell'accordo, con Protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede), e del punto 5, lett. b), numero 2, del relativo Protocollo addizionale, "ove non prevedono, quantomeno per la scuola elementare, la obbligatoria collocazione dell'insegnamento della religione cattolica all'inizio od alla fine delle lezioni e consentono la collocazione in ore intercalari, così costringendo i minori non avvalentisi che non vogliano permanere nell'istituto scolastico ad un anti-pedagogico temporaneo allontanamento e successivo rientro e rendendo obiettivamente e praticamente difficoltosa per le famiglie degli anzidetti minori l'alternativa dell'allontanamento dall'edificio scolastico del minore, determinando in sostanza un ostacolo di fatto allo stato di non obbligo"; nonché in riferimento all'art. 34 della Costituzione, "perché l'inserzione di detto insegnamento nel quadro dell'orario normale delle lezioni priva i non avvalentisi che decidano di allontanarsi dall'edificio scolastico di due ore dell'insegnamento obbligatorio senza fornire loro alternative (che contrasterebbero con lo stato di non obbligo)".
2. -- La questione è inammissibile.
Le censure in riferimento agli artt. 2, 3 e 19 della Costituzione sono state già esaminate da questa Corte con le sentenze n. 203 del 1988 e n. 13 del 1991 e dichiarate non fondate.
Gli inconvenienti di fatto lamentati sono privi di rilievo costituzionale. Come questa Corte ha ribadito nella sentenza n. 13 del 1991: "Lo stato di non obbligo vale a separare il momento dell'interrogazione di coscienza sulla scelta di libertà di religione o dalla religione, da quello delle libere richieste individuali alla organizzazione scolastica". Non hanno quindi rapporto con la libertà religiosa modalità di impegno o disimpegno scolastico connesse all'organizzazione interna della scuola.
Quanto al parametro, di cui all'art. 34, secondo comma, della Costituzione, per la prima volta invocato nella ordinanza de qua, esso statuisce nella disposizione e nella norma "obbligatorietà e gratuità" della frequenza scolastica nell'istruzione inferiore, da cui non è desumibile la figura reciproca del diritto soggettivo ad una prestazione oraria determinata di dati insegnamenti. Le problematiche sollevate, attenendo alla organizzazione didattica della scuola, e versando interamente in profili amministrativi, non riguardano il giudice della costituzionalità.
PER QUESTI MOTIVI
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, numero 2, della legge 25 marzo 1985, n. 121 (Ratifica ed esecuzione dell'accordo, con Protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede), e del punto 5, lett. b), numero 2, del relativo Protocollo addizionale, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 19 e 34 della Costituzione, dal Pretore di Trani, sezione distaccata di Canosa di Puglia, con l'ordinanza in epigrafe.


Relativamente all’insegnamento della religione cattolica nella scuola dell’infanzia, ti faccio notare che la norma che prevede non più due ore settimanali, ma 60 ore annuali, altro non è che il DPR 202/90.
Infatti al punto 2.4 leggiamo: “Nelle scuole materne, in aderenza a quanto stabilito nel Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1969, n. 617, sono organizzate specifiche e autonome attività educative in ordine all’insegnamento della religione cattolica nelle forme definite secondo le modalità di cui al punto 1.
[A tali attività sono assegnate complessivamente due ore nell’arco della settimana Cfr. DPR 751/85].
Le suddette attività sono comprese nella programmazione educativa della scuola e organizzate, secondo i criteri di flessibilità peculiari della scuola materna, in unità didattiche da realizzare, anche con raggruppamenti di più ore in determinati periodi, per un ammontare complessivo di sessanta ore nell’arco dell’anno scolastico.