Non c’è altra soluzione!

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CulturaCattolica.it ©
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Domanda


Gent. Prof. Incampo,
ricorro ancora a Lei per poter riuscire a dirimere una questione che mi si è presentata in questi giorni.
Insegno RC in un istituto superiore di secondo grado. In una classe, che nel quadro orario mi è stata inserita in sesta ora del sabato (12,40 - 13,30), due allievi, che si avvalgono dell'insegnamento della religione, hanno chiesto l'uscita anticipata per poter partecipare ad un torneo di calcio provinciale. Il dirigente ha concesso loro l'autorizzazione ad uscire anticipatamente alle ore 13,00 per quasi tutti i sabati dell'anno scolastico. La mia disciplina ne risulta fortemente discriminata. Questi due ragazzi ogni sabato presenziano soltanto a 20 minuti di lezione.
Ho fatto le mie rimostranze al dirigente scolastico che comunque non sa come risolvere il problema: cambiare l'orario oggi, a suo parere, è pressoché impossibile poichè nella mia scuola molti insegnanti sono a scavalco fra più istituti e gli incastri sono tali che soprattutto il sabato non ci sono docenti con orario ridotto (quelli in servizio hanno 5 o addirittura 6 ore di lezione), per cui dovrò letteralmente "arrangiarmi" con strategie didattiche tali da garantire a questi allievi il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti nella programmazione.
A questo punto le chiedo il suo parere dal punto di vista giuridico; a mio avviso non soltanto la disciplina risulta fortemente discriminata, ma anche la classe (ovvero tutti gli avvalentesi di quella classe), per quanto mi sforzi di rendere il tutto didatticamente funzionale, ne esce fortemente svantaggiata. Che fare?
Grazie ancora per i suoi preziosissimi suggerimenti.

Risposta


Concordo perfettamente con la tua posizione.
Le vie da seguire sono quelle che hai indicato.
Se il DS non intende cambiare l’orario dell’IRC nella giornata del sabato, si assume una grossa responsabilità sia nei confronti degli studenti che hanno chiesto di avvalersi sia anche dei confronti della legislazione concordataria.
Tertium non datur (non c’è altra soluzione)