Flessibilità oraria

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Gentile Prof.re
Le scrissi alcuni mesi fa e lei prontamente mi rispose. La ringrazio per allora. Eccomi di nuovo. Prima di tutto auguri di cuore per il santo Natale,le dirò in tutta onestà che finalmente ho scoperto che noi insegnanti di religione cattolica non facciamo parte dell'organico di diritto perché non c'è classe di concorso è questo lo devo alle sue risposte.
Ora mi chiedo è giusto che gli I.R.C. non debbano entrare a far parte dei docenti che possono accedere alla "flessibilità" solo perché appartengono all'organico di fatto così come sostiene il mio D.G.S.A. Il problema non è economico perché si tratta solo di pochissimi, ma di principio. Se tutti possono accedervi, perché gli insegnanti di religione no? Insomma a chi spetta la flessibilità e quali norme la regolano? Un sentito grazie per il suo lavoro.

Risposta


Per prima cosa chiariamo che la flessibilità viene deliberata dal Collegio dei Docenti e può abbracciare un massimo del 20% del monte ore annuo di lezioni previste per ciascuna classe.
Vi rientrano ovviamente anche le ore di religione cattolica.
L’unica cosa importante è che l’utilizzo di questo 20% venga opportunamente organizzato mediante un progetto che indichi espressamente i termini della flessibilità oraria.
Chi deve ridurre, chi deve ampliare, per quanto tempo, quali sono le discipline interessate, quali quelle da introdurre come ampliamento, ecc. ecc., sulla scorta delle esigenze formative espresse dall’utenza allargata (cioè alunni, genitori, Comune, Province, Regioni, Enti e Associazioni e Agenzie culturali presenti nel territorio).
Solo dopo aver steso tale progetto si può dare corso alla flessibilità.
In ultimo ti ricordo che il DSGA è organo monocratico che si occupa degli aspetti amministrativi generali della scuola e certamente non ha competenze in materia di flessibilità didattica.