Non può essere fatta richiesta di rimborso

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Gent.mo prof. Incampo,
sono una docente di religione cattolica da ormai vent’anni, a tempo indeterminato con il primo scaglione. Avrei un quesito non da poco da sottoporle: ho fatto richiesta al mio dirigente scolastico, con segnalazione al Tesoro e alla Direzione Regionale, di riconoscimento del servizio prestato dal settembre 2005 a 25 ore. Il vecchio contratto non prevede infatti 24 ore di servizio settimanali, per le quali la Curia di *** mi ha dato l'incarico fin da prima del 2005 sempre nella statale dell'infanzia. La scuola da cui dipendo ha sempre rilasciato nomina per 24 ore anche se era giunta alla medesima nel precedente a.s. dal Tesoro sollecito di riconferma al part-time nel caso la docente avesse fatto scelta di orario parziale, cosa quest'ultima che non ho mai effettuato. Adesso il Capo di Istituto afferma che non può essere fatta richiesta di rimborso per gli a.s. precedenti, in quanto ha sempre formulato ordine di servizio... a 24 ore (anche se il CCNL non ha mai previsto orario parziale non dichiarato da parte del lavoratore).
Cosa fare a questo punto?
Grazie per la cortese attenzione.

Risposta


Il dirigente scolastico non può per nessuna ragione permettersi, con ordine di servizio per giunta, di modificare l’orario contrattuale di lavoro del personale.
Nel caso in particolare se la docente ha prestato servizio per 25 ore settimanali deve essere corrisposta la retribuzione per 25 ore e non per 24 ore.
Se invece la docente è stata impegnata ed ha prestato servizio per 24 ore settimanali, appare legittimo il contratto stipulato per 24 ore.
Aggiungo che solo da poco con le note numero 14496 del 17.07.2007 e numero 20530 del 20.10.2007 il Ministero ha precisato che il contratto per gli insegnanti della scuola dell’infanzia deve essere comunque di 25 ore settimanali.
Noi siamo stati i primi e gli unici a dire che i contratti per questi insegnanti dovevano essere necessariamente di 25 ore settimanali, così come prevede il Testo Unico e il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Pertanto ritengo che non vi possa essere una correzione al contratto ora per allora, tenuto conto del dettato costituzionale secondo cui al lavoratore spetta una retribuzione adeguata o corrispondente alla quantità e qualità del lavoro svolto.