IRC e credito scolastico

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Gent.mo Nicola
in base alla tabella A annessa al D.M. n. 42 del 22/05/07 del Ministro Fioroni come si situa il credito in religione nelle secondarie superiori? In nota alla suddetta tabella che sostituisce quella prevista dall'art. 11 del DPR 23/07/1998, n. 323, si legge: ”:...il credito scolastico... deve tenere in considerazione, oltre la media dei voti, anche l'assiduità della frequenza, l’interesse e l’impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi”.
Dov'è Religione? Non credo rientri tra le attività complementari ed integrative! Nella mia scuola in seguito a questo Decreto, la voce “IRC”, inserita con tante lotte nel Collegio Docenti e con il Preside nella scheda del credito, è sparita rapidamente. L'O. M del 15 Marzo scorso che tante polemiche ha suscitato era solo una presa in giro?
Come mi devo regolare per questo benedetto credito ai miei alunni?Sono stanca di combattere anche con una normativa così ambigua che promette di tutelarci e poi a conti fatti ci snobba. A breve ci sarà un altro Collegio quali argomenti posso usare? La ringrazio con tutto il cuore per la disponibilità e la competenza che dimostra!
Con stima.

Risposta


E’ con l’Ordinanza Ministeriale numero 26 del 15 marzo 2007, protocollo numero 2578, che finalmente si fa chiarezza sul ruolo e sul compito degli insegnanti di religione nell’attribuzione del credito scolastico.
Infatti al comma 13 dell’articolo 8, intitolato credito scolastico di detta Ordinanza leggiamo: “I docenti che svolgono l’insegnamento della Religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazione del Consiglio di Classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento. Analoga posizione compete, in sede di attribuzione del credito scolastico, ai docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica, limitatamente agli alunni che abbiano seguito le attività medesime.”
Questo significa che nessuno può mettere a tacere gli IdR nei Consigli di Classe quando bisognerà attribuire il credito agli alunni che si sono avvalesi dell’Insegnamento della Religione Cattolica, anzi questi sono obbligati a dare il proprio contributo.
Ma chiarezza maggiore è stata fatta al comma numero 14 che così recita: “L’attribuzione del punteggio, nell’ambito della banda di oscillazione, tiene conto, oltre che degli elementi di cui all’art. 11, comma 2, del DPR n. 323 del 23.7.1998, del giudizio formulato dai docenti di cui al precedente comma 13 riguardante l’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento della religione cattolica ovvero l’attività alternativa e il profitto che ne ha tratto, ovvero di altre attività, ivi compreso lo studio individuale che si sia tradotto in un arricchimento culturale o disciplinare specifico, purché certificato e valutato dalla scuola secondo modalità deliberate dalla istituzione scolastica medesima. Nel caso in cui l’alunno abbia scelto di assentarsi dalla scuola per partecipare ad iniziative formative in ambito extrascolastico, potrà far valere tali attività come crediti formativi se presentino i requisiti previsti dal D.M. n. 49 del 24-2-2000.

Questo significa che il Consiglio di Classe, al fine di stabilire il credito scolastico, deve prendere in considerazione oltre “l’assiduità della frequenza scolastica, l’interesse e l’impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi” (Cfr. comma 2 dell’articolo 11, del DPR n. 323 del 23.7.1998) anche il giudizio formulato dal docente di religione cattolica, riguardante non solo l’interesse con il quale l’alunno ha seguito questa disciplina, ma anche il profitto che ne ha tratto.
Come si nota chiaramente il Consiglio di Classe dovrà attribuire il credito scolastico non solo agli avvalentesi e a chi ha scelto l’attività alternativa, ma anche a chi ha scelto lo studio individuale assistito e non.
Ma il fatto nuovo è che per lo studente che ha scelto “l’ora del nulla”, cioè di uscire fuori dall’edificio scolastico durante l’ora di religione, il Consiglio di Classe può attribuire il credito formativo e non il credito scolastico, se l’attività presentata dall’alunno ha tutti i requisiti previsti per ottenere tale riconoscimento.