Avvalersi dell’IRC nella scuola secondaria superiore

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Egr. Dr Incampo
desideriamo conoscere la norma giuridica che regola il rapporto della Segreteria di un Istituto Secondario Superiore di Secondo grado. Nel nostro Istituto, infatti, viene riproposta annualmente agli studenti la riconferma o la proposta di non avvalersi dell'IRC, utilizzando il modello d'iscrizione per l'anno scolastico successivo. Ritenendo che ciò non sia conforme alla norma vigente, in attesa di suoi chiarimenti, Le porgiamo i nostri ringraziamenti.

Risposta


L'istituto di avvalersi o non avvalersi dell’IRC è stato introdotto dalle legge numero 121 del 25 marzo 1985 (Concordato tra Santa Sede e Repubblica Italiana). Ecco quali sono le norme più importanti:
La CM n. 177 del 13/06/1987 “ricorda” che la scelta di avvalersi o non avvalersi dell'IRC deve essere esercitata personalmente dall'avente diritto all'atto dell'iscrizione.
Ecco tutto quello che si dovrebbe sapere a proposito della scelta di avvalersi o meno dell'IRC:
Per la scuola secondaria superiore.
In relazione alla disposizione della precedente circolare n. 363 del 22/12/1994 che prevede l'iscrizione d'ufficio, e non a domanda alle classi non iniziali anche per gli alunni della scuola secondaria superiore, la scelta di cui all'art. 310 - comma 4 - del D.L. 16/04/1994, n. 297 permane salvo diversa espressa volontà come previsto dal punto 2. 1 b) dell'Intesa tra la Conferenza Episcopale Italiana e Ministero delta Pubblica Istruzione”, questo significa che anche per gli alunni della scuola secondaria superiore la scelta di avvalersi o non avvalersi dell'IRC effettuata dall'avente diritto all'atto dell'iscrizione, si considera confermata d'ufficio per gli anni successivi. Quindi non è corretta la consegna ogni anno di moduli di scelta e tanto meno la pretesa di riconsegna annuale del modulo compilato (Cfr. CM n 174 del 14/12/2001).Il punto 2.1 lettera a) del DPR 751 del 16.12.1985 e del DPR 202 del 13.6.1990 recita: “Il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica assicurata dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri alla formazione delle classi, alla durata dell’orario scolastico e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni”.