IdR scuola comunale? Discriminata!

Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Domande e Risposte"

Domanda


Ciao Nicola,
sono una insegnante di religione cattolica in una scuola elementare, e leggo sempre le tue risposte nel sito di CulturaCattolica.it.
Volevo porti un quesito.
Ultimamente la Finanziaria 2006/07 ha previsto la stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione senza discriminazione alcuna fra le varie categorie. Per la stabilizzazione si richiede che il lavoratore precario abbia prestato 3 anni di sevizio anche non consecutivamente alla data del 29/11/2003, di aver superato una prova di concorso o di essere stato assunto per norma di legge. Con il fatto che noi insegnanti di religione siamo assunte appunto per le leggi di attuazione del Concordato tra Stato e Vaticano, saremmo in possesso di tali requisiti, ma da quello che mi risulta, questo non succederà.
Mi sbaglio?
Grazie.

Risposta


La domanda mi pare fotografi bene il “compito” dell’insegnante di religione sia nella scuola statale che nella scuola comunale.
Certo le modalità di assunzione sono diverse tra scuola comunale e scuola statale, e questo vale per tutti i lavoratori, ma l’IdR è sempre portatore di gioia e serenità nell’ambiente di lavoro.
Non è la prima volta, purtroppo, e neanche l’ultima che, proprio perché si è insegnante di religione, il servizio non viene preso in considerazione, cioè il servizio svolto da IdR non vale..
Si badi bene: ho detto non vale.
Tu nella lettera, con una chiarezza unica, dici che la legge finanziaria 2006/07 ha previsto la stabilizzazione dei precari delle pubbliche Amministrazioni senza discriminazione alcuna fra le varie categorie.
I docenti di religione cattolica sono lavoratori come tutti gli altri; ma solo perché in possesso, oltre di titoli di studi previsti dalle norme statali, anche del decreto di idoneità rilasciato dall’Ordinario diocesano, il loro servizio non vale.
Per essere più precisi diciamo che la maestra che ha insegnato in una scuola comunale per tre anni, può far valere il proprio servizio al fine di vedere il proprio lavoro stabilizzato: l’IdR proprio perché IdR non può.
E a proposito dell’idoneità io dico che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Nell’insegnamento bisogna distinguere la posizione del docente da quella dell’alunno.
Che ne diresti di un docente di “Italiano” che parlasse in dialetto? O di docente di “Matematica” che non sa far di conto?
Al docente si chiede coerenza e competenza tra quanto insegna e quanto vive; la religione cattolica in chi la professa – e il Docente si suppone che lo sia – non può prescindere dalla vita della persona.
L’allievo, invece, può accettare o rifiutare quella fede che gli viene presentata non come proposta di fede, ma come animatrice della sua cultura, o meglio della cultura del popolo in cui vive.
L’idoneità, anche nella legislazione canonica, richiede competenza culturale, abilità pedagogica e testimonianza di vita.
Tra le ricerche che ho potuto fare, e pubblicare su questo sito, ne ho trovata una che forse potrebbe essere rilanciata.
Il giudice del Lavoro di Potenza, dottoressa Caterina Marotta, con la sentenza depositata il 4 marzo 2005, ha stabilito che il servizio prestato come insegnante di religione cattolica vale.
Il problema riguardava insegnante di lettere (già insegnante di religione cattolica), che aveva chiesto di far valere nella graduatoria d'istituto gli anni di servizio prestati come insegnante di religione cattolica.
La graduatoria veniva definita dalla scuola per individuare l’insegnante soprannumerario di lettere.
Il giudice del Lavoro ha sentenziato che per l’individuazione del soprannumerario vengano presi in considerazione anche gli anni svolti come IdR.
E’ la prima ed unica volta, almeno fino a questo momento.
Perché non presentare all’Amministrazione comunale la sentenza di cui sopra?