IdR: pezzi di antiquariato?

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Gent.mo Prof. Incampo
a proposito di scala di valutazione nella secondaria di secondo grado: non sarebbe ora di aggiornarla? In una scuola che non ha più niente a che vedere con annessi e connessi inerenti al 1930 dobbiamo esprimerci ancora con “molto”, “moltissimo” ecc.? Il mio nuovo Dirigente mi obbliga (dopo anni che uso Ottimo, Distinto, Buono ecc.) a ritornare alla vecchia valutazione che, secondo lui, è l’unica che non fa cadere nell’illegalità. Autonomia scolastica? Per tutto va bene tranne che per questo! Collegio Docenti? Neanche a parlarne. Ho provato con tutte le argomentazioni che potevo usare ma è come parlare da soli. E' giusto secondo Lei che bisogna subire, tra le altre cose, anche queste situazioni, giusto perchè “siamo di Religione” e quindi pezzi di antiquariato insieme a tutta (o quasi) la normativa che ci riguarda? E' vero che per insegnare questa materia bisogna essere particolarmente motivati e non perdersi d'animo, ma quando si è costretti a fare a braccio di ferro ogni giorno anche per le cose più banali, per affermare il diritto alla propria esistenza con gente che cerca ogni appiglio per poterti accoppare, soprattutto quando vede che lavori con amore e con successo, si rischia veramente di lasciarsi andare!
Sono arrabbiatissima.
Con stima.

Risposta


L’articolo 4 della legge numero 830 del 5.6.1930, applicativa della legge numero 810 del 27.5.1929 (Concordato tra Santa Sede e Repubblica Italiana), ancora in vigore, recita testualmente “Per l’insegnamento religioso, in luogo di votie di esami viene redatta a cura dell’insegnante e comunicata alla famiglia una speciale nota …”.
Questo significa che fino a quando la norma sopra citata sarà in vigore l’insegnamento della religione cattolica non potrà dar luogo a valutazioni numeriche.
Infatti la Circolare Ministeriale numero 20, protocollo n. 1800, del 25 gennaio 1964 nel dettare i criteri da seguire materia per materia negli scrutini così afferma “Religione - nulla è innovato per quanto riguarda la religione, rispetto alla consueta attribuzione di uno dei seguenti giudizi sintetici: moltissimo, molto, sufficiente, scarso…”
La scuola Primaria e la scuola Secondaria di Primo Grado adottano, per la valutazione di tutte le materie, una scala di giudizi comuni: non sufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo; facile notare che sono stati trasformati i voti in aggettivi e non gli aggettivi in voti.
In riferimento alla scuola secondaria superiore invece, tutte le materie usano una valutazione numerica, l’IRC ancora una valutazione fatta di aggettivi.
Nulla toglie che gli insegnanti di religione della stessa scuola superiore possano proporreal collegio docenti una aggettivazione diversa, come quella adottata dalla scuola dell’obbligo.
Se il collegio approva la proposta e la stessa viene inserita nel POF, non dovrebbero esserci problemi.