Sono veramente arrabbiata!
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Domanda
Egr. Prof Incampo mi chiedo che senso ha scegliere un part-time quando sei obbligato a spalmare le tue poche ore in tanti giorni come se avessi un orario completo.
Io ho rifiutato un incarico di 25 ore di Religione per poter lavorare meno giorni per problemi personali. Mi ritrovo a fare 13 ore e 30 di cui 12 alle elementari e 1 e 30 alla materna in 4 giorni!
Tutto ciò non è una scelta ma una costrizione perché ho 6 ore in una scuola e 7,30 in un'altra ed il Dirigente mi obbliga a suddividere le 2 ore settimanali in 2 giorni diversi, non ci sono vie d'uscita. Secondo me tutto ciò non è né giusto né corretto. Esiste una normativa in cui si parla di come spalmare l'orario part-time nei giorni?
Oggi ho chiesto di poter effettuare, per una volta e in accordo con le colleghe, 6 ore in un giorno anziché 3 e non andare il giorno seguente perchè ho un problema. Mi è stato detto, in segreteria, che ciò comporterebbe avere 2 giorni liberi anziché uno, quindi non va bene. Dove sta scritto che l'insegnante di Religione non può effettuare 6 ore in un giorno e che con 13 ore e 30 non si possono avere 2 giorni liberi a settimana?
Sono veramente arrabbiata e tutto ciò ha una ripercussione pure sul lavoro che faccio ed in cui credo molto.
C'è una strada da intraprendere per cambiare la situazione?
Grazie mille.
Risposta
Come è noto l’istituto del part-time, introdotto nel nostro ordinamento dalla legge numero 554 del 29 dicembre 1988, è stato dilatato anche ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni dalla Legge numero 662 del 23.12.1996.
Nella Circolare Ministeriale numero 33 del 23 gennaio 1998 tra l’altro leggiamo: “L'Istituto in parola, rende possibile, per il personale che presti attività lavorativa non superiore al 50% di quella a tempo pieno, lo svolgimento di altra attività di lavoro subordinato o autonomo.
Se questa è la “filosofia” del part-time, non si capisce perché i Dirigenti procurano ai docenti difficoltà ad altre difficoltà invece di ….
