Mi viene detto che la pedagogista ha deciso…

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Gent.mo prof. Incampo,
insegno religione nella scuola dell'infanzia a tempo parziale per 13,30 ore settimanali.
In una delle scuole in cui insegno ho una sezione di 10 bimbi di 3 anni di cui solo 2 si avvalgono dell'insegnamento della religione poiché gli altri 8 sono tutti musulmani, mentre nella sezione dei 4 anni ho 13 bimbi che lavorano con me su 18.
Stamattina arrivando in questa scuola mi viene detto che la pedagogista ha deciso il giorno precedente, quindi senza nemmeno consultarmi, che non è il caso che tenga solo due bimbi per un'ora e mezza ma che li dovrò unire agli altri avvalentesi di 4 anni. In un primo momento ho detto che non potevo perdere un'ora e mezza di lezione poi le colleghe mi hanno “confortato” dicendomi che avrei tenuto 3 e 4 anni avvalentesi per tutta la mattina e cioè per 3 ore e non più un'ora e mezza per volta. Ma così facendo questi bimbi ogni settimana hanno 3 ore di religione e non più un'ora e trenta e non credo nemmeno sia possibile così...!!!
Le chiedo se è giusto accorpare con il rischio di perdere io un'ora e trenta e se è giusto che i bimbi abbiano il doppio delle ore rispetto agli altri. Devo parlare con la dirigente? Sono davvero scioccata da certi comportamenti che mancano totalmente di rispetto nei confronti del lavoro degli altri e delle scelte dei genitori!
Grazie sempre con tutto il cuore per quello che fa!

Risposta


Nella scuola la pedagogista ha ruolo ben preciso e sicuramente non ha quello di sostituirsi al Dirigente scolastico.
Infatti la scuola ha normato queste situazioni e quello che ha fatto “la pedagogista” non è corretto.
La Circolare Ministeriale numero 253 del 13.8.1987 così recita: “…Precisasi altresì che esercizio diritto scelta avvalentesi aut non avvalentesi insegnamento religione cattolica non potest costituire criterio per formazione classi, et, pertanto, debet essere mantenuto unità classe cui appartiene alunno
Rispondendo ad un quesito posto dal Provveditore di Pisa, il Ministero della Pubblica Istruzione, con nota numero 11197 del 13.12.1991, ha precisato: “… Non sembra consentito all’accorpamento a classi parallele, anche nel caso in cui il numero di alunni per classe avvalentesi dell’insegnamento della religione cattolica sia inferiore a 15”.
Nella stessa direzione è la Circolare Provveditoriale del Provveditore agli studi di Milano, prot, numero 50206/1 del 18 dicembre 1998.
Se la norma non prevede l’abbinamento, perché si vuole farlo andando contro la norma?