Valutazione in numeri?

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Sono un insegnante di Religione nella Scuola superiore posso utilizzare per la valutazione i numeri come nelle altre discipline al posto dei giudizi, e come proporre questa innovazione al Collegio dei Docenti.
Grazie per tutto quello che fa per noi insegnanti di Religione.

Risposta


L’articolo 4 della legge numero 824 del 5.6.1930 afferma che “per l’insegnamento religioso, in luogo di voti ed esami viene redatta a cura dell’insegnante e comunicata alla famiglia una speciale nota, da inserire nella pagella scolastica, riguardante l’interesse con il quale l’alunno segue l’insegnamento e il profitto che ne trae”.
Infatti la Circolare Ministeriale numero 20, protocollo n. 1800, del 25 gennaio 1964 nel dettare i criteri da seguire materia per materia negli scrutini così afferma “Religione - nulla è innovato per quanto riguarda la religione, rispetto alla consueta attribuzione di uno dei seguenti giudizi sintetici: moltissimo, molto, sufficiente, scarso…
Questo significa che l’insegnante non potrà usare i voti, cioè i numeri, ma potrà concordare nel collegio docenti l’aggettivazione, ad esempio, simile alla scuola elementare e media, vale a dire Ottimo, Distinto, Buono, Sufficiente e Non Sufficiente.