40 ore e caduta di stile del DS

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Domanda


Gentile prof.re Incampo, sono una docente di RC nella SSPG da un trentennio; per il secondo anno consecutivo il DS, tramite circolare, avvisa il collegio che la sottoscritta “interverrà obbligatoriamente solo ai consigli delle prime classi” (e successivamente “solo ai consigli delle seconde classi” e poi “solo ai consigli delle terze classi”). Già lo scorso anno sono stata invitata “garbatamente” ad abbandonare l'aula in cui si svolgevano i consigli della seconda e terza classe del corso ***, dopo aver presenziato al consiglio della prima classe dello stesso corso. Di fronte ad un mio rifiuto deciso non ha insistito, ma in modo molto “garbato” mi ha detto che lei non mi avrebbe pagato straordinario, tra l'altro non richiesto. La mia perplessità è la seguente: può un DS permettersi di estromettere da un consiglio di classe un docente, senza addurre motivazione? Può esonerarmi forzatamente dalla partecipazione ai consigli di classi dello stesso corso? Non sarebbe più logico esonerarmi (Per non pagare straordinario) da un intero corso, a turnazione?
La ringrazio anticipatamente, per le risposte, che saranno, come sempre, esaurienti e delucidatrici.

Risposta


Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) in vigore prevede che i docenti possono essere impegnati nelle attività del Consiglio di Classe “di norma” per non più di 40 ore.
Il “di norma” sta a significare che le ore possono essere di più ma anche di meno.
Prevede altresì che il Dirigente scolastico tenga conto, nella stesura del piano annuale degli impegni dei docenti, di quelli che hanno più di sei classi.
Nello stesso CCNL non è prevista nessuna remunerazione per le ore eccedenti prestate dai docenti nell’attività del Consiglio di Classe.
Questo significa che il Dirigente scolastico potrebbe rimettere alla discrezione del docente la scelta se partecipare o meno ad alcuni consigli al fine di non superare il tetto delle 40 ore.
A parere di chi scrive l’operato del Dirigente scolastico sembra peccare “di stile” dal momento che non è tenuto a pagare nessuno straordinario.