Quando scegliere l’attività alternativa?

Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Domande e Risposte"

Domanda


Caro Nicola, insegno in una scuola secondaria di secondo grado, vorrei maggiori informazioni sulla legge che regola i tempi entro i quali gli alunni che non si avvalgono dell'irc devono scegliere l'attività alternativa offerta dalla scuola. Il mio nuovo dirigente preferirebbe che scegliessero di uscire dall'istituto e perciò vorrebbe ritardare la loro scelta in modo che sappiano già dal quadro orario in che posizione (prima o ultima) è collocata religione. Nella nostra scuola i ragazzi che non si avvalgono sono una netta minoranza e sono quelli di religione musulmana e quelli attirati dal fatto di poter stare al bar, o entrare dopo / uscire prima da scuola.

Risposta


E’ il caso che tu faccia notare al tuo Dirigente che dirigere una scuola non significa affatto obbligare gli alunni a scegliere quello che lui vuole.
Non a caso la norma prevede che la scelta di avvalersi o non avvalersi dell' IRC deve essere esercitata personalmente dall'avente diritto all’atto dell'iscrizione.
Infatti il punto 2.1 lettera a) del DPR 751 del 16.12.1985 afferma che “Il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica assicurato dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri per la formazione delle classi, alla durata dell'orario scolastico giornaliero e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni”.
Relativamente poi di scelta de non avvalentesi dell’IRC, la Circolare Ministeriale numero 122 del 9 maggio 1991, prevede le seguenti possibilità
1. Attività didattiche e formative;
2. Attività di studio e/o di ricerca individuale con assistenza di personale docente;
3. Libera attività di studio e/o di ricerca senza assistenza di personale docente;
4. Uscita dalla scuola.
Le attività didattiche e formative all’IRC vengono programmate dal Collegio dei docenti per la Scuola Media e la Scuola Superiore, e dai consigli di interclasse per la Scuola Elementare e questo impegno non può essere rifiutato.
Infatti la Circolare Ministeriale numero 302 del 29.10,1986 così recita: “Al riguardo è appena il caso di precisare come la programmazione delle attività per gli alunni che comunque non abbiano dichiarato di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, costituendo momento integrante della più generale funzione di programmazione dell’azione educativa attribuita alla competenza dei Collegi dei docenti dall’articolo 4 del DPR numero 416/74, venga a configurarsi con i caratteri di prestazione di un servizio obbligatorio posto a carico dei collegi dei docenti medesimi. Di conseguenza, qualora tale puntuale adempimento non sia stato ancora compiuto dal collegio dei docenti, sarà cura dei Capi d’Istituto intervenire perché subito l’organo collegiale predetto vi provveda, onde rendere possibile l’immediato avvio delle attività in parola.”
Infine vorrei ricordare che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.