Fondo Espero
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Domanda
Sono un IdR non di ruolo con pochi anni di servizio. Potrebbe chiaramente spiegare come funziona il fondo Espero. E’ vero che una parte di tale fondo viene trattenuta direttamente dallo stipendio? (se sì, all’incirca quanto?) Come salvaguardia personale, lei consiglierebbe l’adesione a tale fondo, se si hanno già altre forme di assicurazione? Ma il problema vero è capire se quando sarà l’ora troverò ancora le pensioni, e soprattutto a che età?
Risposta
Per prima cosa chiariamo che quando si parla di Espero, nel mondo della scuola, si parla del fondo pensioni.
Per aderirvi il lavoratore dovrà versare un contributo che è proporzionato allo stipendio, cioè l’1 o il 2% dello stesso.
E questo verrà automaticamente prelevato dallo stipendio dopo l’adesione volontaria del lavoratore al Fondo Espero.
Possono accedervi, a richiesta, tutti quelli che prestano servizio nella scuola a far luogo dal 1996, titolari di contratto a tempo determinato o a tempo indeterminato, per i quali è previsto il trattamento di fine rapporto.
Possono accedervi anche coloro i quali in servizio nell’anno scolastico 1995 non potevano vantare 18 anni di contribuzione ai fini pensionistici.
L’accesso al fondo comporta, al momento del pensionamento, il diritto ad una pensione così detta integrativa, maturata in funzione delle quote del fondo Espero possedute, in aggiunta alla pensione delle Stato.
L’unica cosa certa che si può dire è che i docenti con pochi anni di servizio dovranno seriamente preoccuparsi di integrare la pensione statale che sarà sempre meno consistente.
Se il fondo Espero sarà in grado di garantire una pensione integrativa di qualità al momento non te lo so dire.
