IRC: IdR e non avvalentesi

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Domanda


Gentilissimo dott. Incampo, le scrivo per sapere come comportarsi nei confronti dei non avvalentesi che chiedono di fermarsi in classe nonostante avessero scelto l’uscita dall’Istituto: è vero che se si fermano in aula, per l’insegnante è un rischio perché non sono assicurati? Se hanno scelto di uscire, DEVONO uscire? Grazie.

Risposta




L’insegnante di religione è responsabile degli alunni che si avvalgono dell’ora di religione cattolica, e solo di quelli.
I non avvalentesi, per loro scelta, hanno scelto di fare “altro”.
E’ buona norma che il Capo d’Istituto comunichi al docente di religione cattolica gli alunni non avvalentesi.
Il punto 2.1 lettera a) del DPR 751 del 16.12.1985 afferma che “Il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica assicurato dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri per la formazione delle classi, alla durata dell’orario scolastico giornaliero e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni”.
La Circolare Ministeriale numero 122 del 9 maggio 1991, prevede le seguenti possibilità:
  1. Attività didattiche e formative;
  2. Attività di studio e/o di ricerca individuale con assistenza di personale docente;
  3. Libera attività di studio e/o di ricerca senza assistenza di personale docente;
  4. Uscita dalla scuola.


In conclusione: io non mi preoccuperei per l’alunno non avvalentesi che rimane in classe a seguire le lezioni, l’importante è che il comportamento rimanga corretto.
Per tranquillizzarti aggiungo che l’alunno quando sta nella scuola è sempre coperto da assicurazione.