Le parole di Dacia Maraini

Vai a "Domande e Risposte"

Domanda


Ciao Nicola, ho appena parlato con Don Gabriele. Sono una collega di religione sua amica. Ti mando le parole di Dacia Maraini, che diffonde notizie ingiuste e false (volutamente?! Credo di no, la scrittrice che crede di sapere tutto forse su questa cosa è ignorante! A pensar male si fa peccato!) sugli insegnanti di religione. L’articolo si trova a pagina 34 del Corriere di oggi (martedì 25 ottobre 2005) e ovviamente sparla della Riforma. Adesso ti riporto le frasi che ci interessano: “Da tutte le parti arrivano segnalazioni di pericolo: l’università con questa riforma si allontana dalla ricerca,...la scuola pubblica con questa riforma viene fortemente penalizzata(tanto per dirne una: LE ULTIME ASSUNZIONI DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE, SENZA CONCORSO (il maiuscolo è mio), mentre mancano i soldi per pagare i precari che pur hanno fatto i concorsi e li hanno vinti.” A parte il fatto che noi il concorso l’abbiamo sostenuto, e non era certo un riservato(come invece hanno fatto con alcuni precari con 360 giorni di servizio, mentre da noi c’era gente che insegnava da 20/25 anni), e poi ci sono stati anche i bocciati....e poi ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B? Mi sembra che tanti filantropi (sinistra, sindacati)dovrebbero essere contenti. Grazie.

Risposta


Cara Collega, non sono certo difensore d’ufficio della Riforma Moratti che va comunque vista nel contesto di un iter che è iniziato molto indietro nel tempo.
Il mettere tanti elementi insieme acriticamente pur di arrivare all’assunto che la Riforma non ha alcun valore, non è corretto, anche se giornalisticamente di sicuro effetto.
Ma mi viene il dubbio che le frecciate contro l’Insegnamento della Religione Cattolica sottendano l’idea della sua inutilità o la convinzione che sia affare di chiesa e che so io…
Certo, vale la pena di ricordare alla signora Maraini che certo ricorda la lezione del suo grande amico, il grande scrittore Moravia, che i valori del cristianesimo sono patrimonio della cultura europea ed italiana e che chi nella scuola trasmette tali valori ha la stessa dignità e gli stessi diritti di chi insegna “Letteratura italiana”, o “Fisica”, o altro.
Quanto poi ai concorsi e altro rinviamo alla Legge 186/03 e non a favoritismi di questo o quel Ministro.