Siamo uomini o caporali?

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Domanda


Buongiorno, mi presento, sono ***, una insegnante di Religione Cattolica presso la Scuola media inferiore quindi insegno un’ora per classe a settimana. Da oltre tre anni ho chiesto e ottenuto dai dirigenti scolastici che si sono succeduti nella mia scuola la possibilità di non insegnare alla prima ora a causa di una patologia (ipotensione ortostatica mattutina) che mi crea disturbi non tollerabili alle prime ore del mattino. Quest’anno, a fronte della mia solita richiesta supportata da certificazione del medico curante, il DS ha ritenuto “non giustificativo” il certificato medico, mi ha attribuito la prima ora del sabato e mi ha fatta sottoporre a visita presso il Collegio Medico Legale. Si è dunque creato un conflitto che si avvia ad essere risolto in sede giudiziaria in quanto, prove scritte alla mano, sono vittima di vessazioni e privazioni di norme contrattuali che invece ho dimostrato vanno applicate. Ed ecco le domande: Poiché gli alunni della classe della prima ora del sabato rischiano di risultare non classificati a fine anno, (visto che mi è impossibile essere presente), a quali rischi disciplinari vado incontro, tenuto conto che comunque la mia assenza è giustificata oltre che da certificazione medica anche dalla dovuta prevenzione che devo adottare nei confronti della mia salute? Inoltre sulla scheda di valutazione (è una prima classe quindi con “valutazione Moratti” per intenderci) cosa dovrei scrivere?

Risposta




Non c’è una norma giuridica che possa imporre al Dirigente Scolastico di non utilizzare le ore di insegnamento di un docente in una determinata giornata e nell’ambito della stessa giornata in una determinata fascia oraria.
La formulazione dell’orario deve rispondere essenzialmente a criteri didattici e di funzionalità tenuto conto delle esigenze orarie dei docenti in servizio nella scuola.
Se i Dirigenti Scolastici degli anni precedenti hanno ritenuto di tenere in considerazione la tua condizione di salute, debitamente documentata, hanno mostrato buon senso e intelligenza organizzativa.
Questo atteggiamento non può essere considerato un diritto del docente.
Se il Dirigente scolastico ha ritenuto di non considerare la certificazione da te presentata e per di più ti ha sottoposto a visita collegiale, evidentemente avrà avuto le sue ragioni, ritengo, e non avrà considerato il fatto che i docenti sono anche persone che possono avere qualche problema di salute e non sono semplicemente nominativi inclusi nell’elenco del collegio dei docenti.
Relativamente alla valutazione è evidente che se gli alunni non vengono valutati perché impossibilitati a seguire le lezioni a causa dell’assenza sistematica del docente, anche se di IRC, vengono di fatto privati della possibilità di accesso al diritto allo studio in maniera integrale: “tutte le discipline concorrono allo sviluppo della personalità degli alunni”.
Questo significa che gli alunni avranno sulla scheda di valutazione “non classificato”; il Dirigente scolastico con il suo atteggiamento di contrapposizione alle esigenze (di salute dell’insegnante) avrà contribuito a creare una situazione di privazione di formazione a carico degli alunni che potrebbe provocare una presa di posizione decisa da parte di genitori degli stessi.
In conclusione: il Dirigente che, nello svolgimento della sua attività anche di mediazione delle diverse situazioni che si presentano, ometta di utilizzare il buon senso privilegiando il ricorso alla norma pura e semplice, a mio parere, non esercita nel migliore dei modi la sua funzione.
Totò avrebbe detto: “siamo uomini o caporali?”